Norme redazionali

AVVERTENZE GENERALI

La rivista pubblica solo articoli inediti.

Ad ogni collaboratore viene concesso il file in PDF del proprio articolo, che può utilizzare secondo le norme del Codice etico della rivista.

Ogni autore deve attenersi alle seguenti indicazioni:

• Gli articoli, comprese le recensioni, devono essere inviati alla direzione per e-mail.

• Ogni saggio non può superare le 60.000 battute incluse note e spazi bianchi.

• Sulla prima pagina del saggio va indicato l’indirizzo e-mail, con il recapito telefonico e l’indirizzo postale.

Ogni articolo deve contenere anche un abstract di 5 righe in lingua italiana e 5 Keywords; il tutto va posto subito dopo il titolo del saggio.

• Nella prima pagina, prima delle note, ogni autore è tenuto ad indicare di seguito: l’istituzione di appartenenza e l’indirizzo mail.

Es.:  Università di Napoli Federico II;  giglio@unina.it

Nella stesura del testo l’autore

a. è tenuto ad indicare i capoversi;

b. è tenuto a mettere in corsivo tutti i titoli delle opere;

c. è tenuto a seguire queste indicazioni per le citazioni all’interno del testo.

Le citazioni brevi di brani in prosa vanno posti tra virgolette basse o caporali (« »); le citazioni lunghe (quelle che superano le tre righe) saranno trascritte con rigo più corto (rientro a destra), giustificato a destra, senza virgolettatura iniziale e finale, nello stesso corpo e carattere.

Es.:[citazione breve]

Eppure non aveva ancora «letto la lettera rosa, che aveva trovato sulla poltrona» quando decise di uscire alla ricerca della donna.

Es.:[citazione lunga]

Un concetto che è ribadito ancora a 12, 23:

Perciò quanti vissero ingiustamente nella stoltezza della vita, e in ogni altro vituperio umano, contrario ad ogni fede religiosa, subirono processi che durarono talora anche venti anni.

d. Le citazioni di versi: se pochi, vanno tra virgolette basse, con la barretta di separazione / tra ogni verso; se molti, vanno incolonnati, senza virgolettatura, allineati a sinistra e messi a centro della pagina.

Es.: [citazione breve di versi]

Con questo atto hanno superato il centro «’l punto/ al qual si traggon d’ogne parte i pesi».

Es.: [citazione lunga di versi]

La risposta contiene la presentazione dello spirito:

Rispuosemi: «Non omo, omo già fui,

e li parenti miei furon lombardi,

mantoani per patrïa ambedui. (If I, 67-69).

e. Una citazione all’interno di un’altra citazione va posta tra virgolette alte: «Ancora si ritiene che “il frutto ultimo” della critica dantesca…».

L’omissione anche di una parola, all’inizio o all’interno della citazione, va indicata con l’inserimento di tre punti tra parentesi quadre: […].

Es: […] queste osservazioni valgono per ogni autore e per la propria opera, in modo particolare […] esse hanno un ruolo fondamentale per carpire le intenzioni poetiche, filosofiche, religiose che Dante ha espresso con la creazione dei personaggi che muovono i fili dell’azione della Commedia ed in particolare per restituire all’opera tutta il valore ad essa assegnata.

f. Dopo qualsiasi segno di punteggiatura occorre lasciare sempre uno spazio.

g. Il punto chiude qualsiasi periodo, sia nel testo che nelle note. Quindi a fine periodo il punto segue eventuale numerazione delle note.

Es.: Il «Libro» esprimeva ancora un’altra valenza: era il testimone credibile di come l’uomo potesse «parlare» con il suo Creatore e di come la scrittura dell’uomo fosse, per questa via, la voce di Dio, la risposta che Egli dava alle domande dell’uomo1.

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Nella stesura delle note l’autore è tenuto, altresì, al rispetto delle seguenti norme:

• Il cognome dell’autore, preceduto dal nome intero dell’autore la prima volta che viene citato (successivamente solo l’iniziale del nome), va in maiuscoletto:

Pompeo Giannantonio, Endiadi, Firenze, Sansoni, 1983.

Nelle citazioni successive il cognome deve essere sempre preceduto dall’iniziale del nome

in maiuscoletto:

P. Giannantonio, Endiadi, cit., p. 23.

• Il curatore o i curatori di un volume vengono indicati con il nome ed il cognome in maiuscoletto:

C’era una volta la Terza pagina. Atti del Convegno, Napoli, 13-15 maggio 2013, a cura di Daniela De Liso e Raffaele Giglio, Firenze, Franco Cesati, 2015.

• I titoli delle opere vanno in corsivo, sia se sono citati nel testo, che nelle note. I sottotitoli dei volumi vanno in tondo.

Raffaele Giglio, La poesia del ricordo e del perdono. Altri interventi su Dante e sui suoi lettori, Napoli, Loffredo, 2007, pp. 35-65.

• L’indicazione delle notizie tipografiche di ogni volume va in questo ordine con inserimento della virgola: luogo, editore, anno (Napoli,Loffredo, 2002). L’editore va sempre indicato; in sua essenza si fa riferimento alla tipografia stampatrice.

• In note successive: quando l’autore di un testo è lo stesso della nota precedente, invece di ripetere il cognome dell’autore in maiuscoletto, si usa Id. [per autore maschile], Ead. [per autrice] in maiuscoletto.

Es.:

1 Raffaele Giglio, La poesia del ricordo e del perdono. Altri interventi su Dante e sui suoi lettori, Napoli, Loffredo, 2007, pp. 35-65.

2 Id., In viaggio con Dante. Nuove letture dantesche, Napoli, Loffredo, 2017.

• I titoli di articoli o di capitoli di volumi vanno in corsivo.

Non utilizzare mai l’espressione AA. VV. per indicare Autori vari.

Quando si cita un volume scritto da tre o più autori si indicano solo i curatori [perché un volume del genere deve avere necessariamente almeno un curatore!].

Es: C’era una volta la Terza pagina. Atti del Convegno, Napoli, 13-15 maggio 2013, a cura di Daniela De Liso e Raffaele Giglio, Firenze, Franco Cesati, 2015.

Pertanto la citazione di un intervento apparso in un volume miscellaneo [scritto da più autori e coordinato da curatore/i] va fatta in questo modo:

Es: Rossana Melis, Il «Corriere del Mattino» verso la Terza pagina, in C’era una volta la Terza pagina. Atti del Convegno Napoli, 13-15 maggio 2013, a cura di Daniela De Liso e Raffaele Giglio, Firenze, Franco Cesati, 2015, pp. 65-107.

• Quando occorre citare un articolo apparso in un volume miscellaneo scritto dallo stesso autore si procede così:

Es: Raffaele Giglio, Il canto del perdono, in Id., La poesia del ricordo e del perdono. Altri interventi su Dante e sui suoi lettori, Napoli, Loffredo, 2007, pp. 35-65.

• Di un volume va in corsivo solo il titolo. Eventuale sottotitolo va riportato [come nell’esempio precedente] in tondo.

• Nei riferimenti, dare solo la pagina o le pagine a cui si rinvia.

• L’indicazione delle pagine prevede sempre l’indicazione delle decina: es: pp. 15-18; 25-26; o anche della centinaia: es: 128-129; 157-159.

• Quando si cita da un’opera in più volumi o tomi, l’indicazione del volume va posta prima del rinvio alle pagine:

Es: Raffaele Giglio, Una probabile fonte biblica per il “contrapasso” dantesco, in Munera parva. Studi in onore di Boris Ulianich, a cura di Gennaro Luongo, Napoli, Fridericiana Editrice Universitaria, 1999, I, pp. 4-19.

• Le testate di riviste o di quotidiani vanno tra virgolette basse « »; la testata non è preceduta da in; es: Giorgio Barberi Squarotti, Il paesaggio di Soffici, «Critica letteraria», XXIX (2001), n. 111, pp. 303-315.

La citazione dei saggi su riviste richiede l’indicazione dell’annata della rivista, seguita in parentesi tonde dell’anno solare; poi il numero di catena della stessa e le pagine. Si veda l’esempio precedente.

Nelle riviste che indicano il numero di catena ed il fascicolo è superfluo riportare anche il fascicolo [vedi esempio precedente]. Quando, invece, la rivista non ha il numero di catena, occorre indicare il numero del fascicolo: es: Domenica Falardo, Giuseppe Maria Galanti, «Misure critiche», n. s. XIII (2014), n. 2, pp. 5-47.

Nell’esempio precedente compare la sigla n.s. per indicare, come avverte la rivista, che essa è la “nuova serie” della testata precedente.

• La numerazione delle note deve essere progressiva ed essa precede il segno della punteggiatura.

Pertanto in un volume ogni capitolo ha la propria numerazione delle note: la prima inizia con 1.

• Il numero dell’edizione di un volume va in esponente e precede il segno di punteggiatura: 20024.

Nelle note non si indica l’anno della prima edizione di un’opera quando di essa si cita la terza o quarta edizione; né si indicano i traduttori di opere straniere.

 

 

ALTRE NORME DA RISPETTARE NELLA CREAZIONE DELLE NOTE:

• La citazione di un volume, già citato in precedenza, richiede l’indicazione dell’autore: iniziale nome e cognome (in maiuscoletto), titolo del volume e cit.; es:

A. Vallone, La condizione impiegatizia nel romanzo italiano contemporaneo, cit., p. 15 [o pp. 15-18].

• La citazione del medesimo volume in note successive:

– se la citazione è contenuta nello stesso volume citato nella nota precedente, ma in una pagina diversa, si usa Ivi [in corsivo] seguito dall’indicazione della pagina o delle pagine: es: Ivi, p. 18 [o Ivi, pp. 16-19].

Es:

15 Raffaele Giglio, In viaggio con Dante. Nuove letture dantesche, Napoli, Loffredo, 2017, p. 47.

16 Ivi, p. 51 [pagina diversa di quella presente nella nota precedente]

– se la citazione è contenuta nello stesso volume e nella/e medesima/e pagina/e indicata/e nella nota precedente, si usa Ibidem [in corsivo] senza altra indicazione.

15 Raffaele Giglio, In viaggio con Dante. Nuove letture dantesche, Napoli, Loffredo, 2017, p. 47.

16 Ibidem. [stessa pagina di quella indicata nella nota precedente]

– per un’opera (in genere un testo di un autore), che viene citata spesso, si adopera una sigla indicante l’opera; la sigla viene indicata tra parentesi quadre dopo la prima citazione dell’opera nelle note; es: [d’ora in poi citata ROS].

• Utilizzare le seguenti abbreviazioni:

capitolo/i= cap. /capp.

carta/e= c./cc.

confronta= cf / Confronta= Cf

edizione= ed.

introduzione= introd.

manoscritto/i= ms./mss.

numero/i= n./nn.

pagina/e= p./pp.

prefazione= pref.

seguente/i= seg./segg.

tomo/i= t./tt.

traduzione= trad.

verso/i= v./vv.

Vedi/vedi= Vd./vd.

volume/i= vol./voll.

• Utilizzare le seguenti sigle:

Inferno= If

Purgatorio= Pg

Paradiso= Pd

ALTRE ESEMPLIFICAZIONI:

Citazione di un volume moderno:

Giorgio Petrocchi, La selva del protonotario. Nuovi studi danteschi, Napoli, Morano, 1988.

Citazione di una seconda, terza edizione, etc. di volume moderno:

Antonio Palermo, Da Mastriani a Viviani. Per una storia della letteratura a Napoli fra Otto e Novecento, Napoli, Liguori, 19873.

Citazione di un volume antico privo dell’editore:

La tiorba a taccone de Felippo Sgruttendio De Scafato, Napoli, Presso Giuseppe Maria Porcelli, 1788.

Citazione di un volume, con curatela:

Contessa Lara, Tutte le novelle, a cura di Carlotta Moreni, Roma, Bulzoni, 2002.

Citazione di una prefazione da un volume:

Raffaele Giglio, Prefazione a Giovanni Fallani, La letteratura religiosa in Italia. Postilla novecentesca e note di Ciro Riccio, Napoli, Loffredo, 2000, pp. 7-12.

Citazione di un saggio compreso in un volume di più autori:

Raffaele Giglio, Una probabile fonte biblica per il “contrapasso” dantesco, in Munera parva, in Studi in onore di Boris Ulianich, a cura di Gennaro Luongo, Napoli, Fridericiana Editrice Universitaria, 1999, I, pp. 4-19.

Citazione di un saggio compreso in un volume dello stesso autore del saggio:

Pompeo Giannantonio, Il prologo (Inferno, I), in Id., Endiadi. Dottrina e poesia nella “Divina Commedia”, Firenze, Sansoni, 1983, pp. 79-87.

Citazione di un saggio da una rivista:

Giorgio Barberi Squarotti, Il paesaggio di Soffici, «Critica letteraria», XXIX (2001), n. 111, pp. 303-315.

Citazione di un articolo apparso su un quotidiano:

Felice Piemontese, Striano inedito, «Il Mattino» (Napoli), 17 aprile 2000.