1. Saggi
      • GRAZIELLA BASSI

        Filippo Argenti tra iracondi e superbi - pp. 211-238

        Lo studio della figura di Filippo Argenti (Inferno VIII) si configura come un vero e proprio cimento ermeneutico, per la difficoltà di classificazione degli spiriti situati nel quinto cerchio, e per la varietà delle interpretazioni che si sono profilate nel corso dei secoli, qui passate in rassegna. Dall’indagine, tuttavia, emergono evidenze a sostegno della tesi secondo la quale si tratterebbe delle anime dei superbi, che manifestano atteggiamenti di irascibilità, dettati dall’eccessivo orgoglio, dall’arroganza e dalla presunzione da cui sono dominate. Iracondia e superbia, fuse, dunque, nella figura del «fiorentino spirito bizzarro», a completare il quadro dei sette peccati capitali. ★ The study of the figure of Filippo Argenti (Inferno VIII) proves to be a genuine hermeneutic challenge, due to the difficulty of classifying the spirits in the fifth circle and the variety of interpretations that have been developed in the past centuries, here summarised. Evidence may be found for the theory that these are the souls of the proud who manifest an attitude of irascibility dictated by excessive pride, arrogance and by the presumption that guides them. Anger and pride, therefore, joined together in the figure of t

      • Emma Grimaldi

        «Non dispetto, ma doglia» Esecrazione e compianto nel canto XVI dell’Inferno - pp. 239-258

        Assecondando i modi del commento testuale, queste pagine intendono riproporre alcune riflessioni principalmente orientate su tre momenti di racconto del canto XVI dell’Inferno. Primo di essi, il ruolo di Virgilio; in seconda battuta, la definizione della colpa dei tre fiorentini d’antan; da ultimo, la deroga alla continuità nella rassegna penale, data la dilazione rinviante al canto successivo la rappresentazione degli usurai, così da autorizzare l’ipotesi di un succedaneo ripensamento autoriale. Soprattutto per queste due sequenze di discorso, sono debitrice allo splendido commento di Saverio Bellomo. ★ Following the modes of textual commentary, these pages aim to return to several thoughts mainly concerning three phases of the narration in canto XVI in the Inferno. Firstly, the role of Vergil; secondly, the definition of the guilt of the three Florentines d’antan; finally, the departure from continuity in the penal review, given the delay deferring to the next canto concerning the representation of moneylenders, so as to authorise the hypothesis of a sudden authorial change of mind. Above all, for these two sequences of the discourse I am indebted to the splendid commentary by Saverio Bellomo.

      • LUCA FERRARO

        Contaminazioni agiografiche nei poemi eroici del Seicento: un caso nella Roma di Urbano VIII - pp. 259-272

        L’articolo si occupa della penetrazione di alcuni aspetti del poema sacro, sviluppatosi in Italia dopo il Concilio di Trento nel poema epico tout court, che diventa più pervasiva nel XVII secolo rispetto alla fine del XVI. In particolare, si analizza il caso della Roccella espugnata di Francesco Bracciolini, pubblicata nel 1630. ★ This article looks at the penetration of various aspects of the sacred poem which developed in Italy after the Council of Trent into the epic poem tout court. This penetration became more pervasive in the Seventeenth century compared to the Sixteenth. Particular attention is paid to La Roccella espugnata by Francesco Bracciolini, published in 1630.

      • Arnaldo DI BENEDETTO

        Alfieri personaggio: Amely Bölte, Sophus Schandorph, Edith Wharton - pp. 273-285

        Alfieri interessò come personaggio, e non solo come poeta. Le commedie e i romanzi che lo presentano come protagonista o come personaggio secondario ma di rilievo non sono pochi. Gli episodi narrativi più rilevanti sono tre romanzi, rispettivamente della scrittrice tedesca Amely Bölte (1862), del danese Sophus Schandorph (1892) e dell’americana Edith Wharton (1902). ★ Alfieri was found interesting as a character and not just as a poet. Several plays and novels present him as a protagonist or as an important secondary character. The most significant narrative episodes are to be found in three novels, respectively by the German writer Amely Bölte (1862), by the Dane Sophus Schandorph (1892) and by the American Edith Wharton (1902).

      • Angela Leonardi

        Canto a due voci: Shakespeare tradotto da Ungaretti - pp. 287-297

        Quando gli chiesero di esprimersi sulle sue traduzioni dei Sonetti di Shakespeare, Ungaretti rispose (Poeta e uomini, 1946) che esse andavano lette anche come originali opere di poesia. In effetti, l’analisi ravvicinata dei 40 Sonetti dimostra che, mentre condivide con il suo illustre predecessore temi fondamentali quali la memoria, l’assenza, la bellezza e il tempo, Ungaretti esplora il suo stesso linguaggio dando forma ad uno stile che è inconfondibilmente suo. ★ When asked about his translations of Shakespeare’s Sonnets (Poeta e uomini, 1946), Ungaretti replied that they should also be read as original works of art. As a matter of fact, a close analysis of his 40 Sonnets shows that, while sharing some pivotal themes with his famous predecessor (memory, absence, beauty and time), Ungaretti explores his own language, shaping a style that is clearly recognizable as his own.

      • Roberto Mosena

        La simbiosi poetica tra Maria Cumani e Salvatore Quasimodo - pp. 299-318

        Attraverso un confronto diretto dei testi e l’ascolto di due comunicazioni orali inedite presenti nel Fondo di poesia Pietro Tordi, il saggio ricostruisce per la prima volta il profondo rapporto intertestuale tra i versi di Maria Cumani e quelli di Salvatore Quasimodo, mostrando come la poesia della donna, pur dialogando con i testi dell’altro, resti originale e autonoma. ★ Through a direct textual comparison and by listening to two unpublished oral recordings in the Fondo di poesia Pietro Tordi, this essay reconstructs for the first time the close intertextual relationship between the verse of Maria Cumani and that of Salvatore Quasimodo, showing how Cumani’s poetry, whilst dialoguing with Quasimodo’s texts, remains original and autonomous.

      • MATTEO SARNI

        L’«arazzo» e la «luce» Lettura di Quasi una fantasia - pp. 319-334

        L’articolo analizza partitamente la poesia montaliana Quasi una fantasia, nella convinzione che tale lirica rappresenti uno dei capisaldi del côté euforico degli Ossi di seppia. Attraverso numerosi rimandi intertestuali, si mostra come Montale riesca a incidere nelle curve del paesaggio un discorso ricco di armoniche e una vivida palingenesi, con l’io lirico che passa da una scipita routine alla fede in un amore rigenerante di matrice dantesca. ★ This article analyses section-by-section Montale’s poem Quasi una fantasia in the belief that it represents one of the key texts of the euphoric area of the Ossi di seppia. Through numerous intertextual references it shows how Montale manages to carve into the curves of the landscape a discourse rich in harmonies and a vivid regeneration, with the lyrical first person moving from an insipid routine to the certainty of a regenerating love of Dantesque origin.

    2. Meridionalia
      • ANDREA SCHEMBARI

        «Una crepa nel muro». Prigione distopica e spazio di libertà nel Contesto di Sciascia - pp. 335-349

        Il saggio presenta una lettura tematica del Contesto di Leonardo Sciascia, incardinata sui termini opposti della reclusione e della ricerca di libertà. L’analisi mette in evidenza la rete dei riferimenti intertestuali, espliciti e non, a sostegno dell’interpretazione proposta, e ipotizza una possibile interferenza del registro distopico sulla intentio parodica del racconto. ★ This essay offers a thematic reading of Leonardo Sciascia’s Il contesto (Equal Danger), based on the opposing terms of reclusion and the search for freedom. The analysis underlines the network of intertextual references, both explicit and implicit, corroborating the proposed interpretation, and suggests a possible interference of the dystopic register on the parodic intentio of the story.

    3. Contributi
      • Federico Milone

        Un autocommento nascosto a Cristo si è fermato a Eboli - pp. 351-368

        Una cartella conservata al Fondo Levi del Centro Manoscritti di Pavia conserva 746 schede in cui è contenuto un commento puntuale a Cristo si è fermato a Eboli, redatto in larga parte da Carlo Levi nel 1966 per una edizione scolastica in cui non si menziona il suo diretto coinvolgimento. Nelle carte prende così forma un autocommento segreto, che fornisce alcune chiavi di lettura dell’opera, suggerisce nuove intertestualità e tocca vari nodi stilistici del testo ★ A folder in the Fondo Levi at the Centro Manoscritti in Pavia comprises 746 cards containing a detailed commentary to Cristo si è fermato a Eboli, largely penned by Carlo Levi in 1966 for a school edition in which there is no mention of his direct involvement. Levi pieces together a secret self-commentary that assists in interpreting his work, suggests new sources and deals with various stylistic features of the text.

      • CORRADO PESTELLI

        Leopardi, Stratone di Lampsaco, Büchner nel dialogo Timpanaro-De Liguori - pp. 369-386

        Il contributo si sofferma sulla linea di studi, riguardante il materialismo, che caratterizza lo scambio epistolare fra Timpanaro jr e Girolamo De Liguori. Leopardi risulta il termine di riferimento principale, al quale fanno capo gli studi su Stratone di Lampsaco e su Spinoza, su Vincenzo Gioberti, su Arturo Graf e su Giuseppe Rensi, sul materialismo ottocentesco di Ludwig Büchner e sul positivismo. Comune, nei due intellettuali, la polemica nei confronti delle impostazioni di pensiero idealistico-crociane e storicistico-hegeliane. ★ The present essay looks at the studies, regarding materialism, that characterise the exchange of letters between Timpanaro junior and Girolamo De Liguori. Leopardi is the main reference point, followed by studies on Strato of Lampsacus and Spinoza, on Vincenzo Gioberti, on Arturo Graf and on Giuseppe Rensi, on the Nineteenth-century materialism of Ludwig Büchner and on positivism. The two intellectuals share a polemic stance towards idealistic-Crocean and historicist-Hegelian thinking.

      • Sara Di Gianvito

        Dinamiche e funzioni linguistico-testuali nei Primi scritti di Amelia Rosselli - pp. 387-410

        Il presente contributo si focalizza su uno studio della produzione giovanile trilingue di Amelia Rosselli, raccolta a posteriori nei Primi scritti. A partire da un’analisi dell’intero corpus degli esordi, ci si muoverà verso una comprensione più approfondita di una raccolta spesso ritenuta di importanza marginale, volta alla possibilità di una parziale rimessa in discussione del significato dell’assetto linguistico rosselliano, avvalendosi proprio della complessa realtà testuale rappresentata dagli scritti giovanili. ★ The present study looks at the trilingual juvenilia of Amelia Rosselli, later gathered together in the Primi scritti. Following an analysis of the entire early output, it attempts to deepen our understanding of a collection which is often considered marginal, aiming towards a new discussion of Rosselli’s language, using the complex textual reality represented by the juvenilia.

    4. Note e discussioni
      • JOHN BUTCHER

        Masuccio Salernitano nell’interpretazione di Vincenzo Vitale - pp. 411-416

        Premettendo una discussione della struttura e dei temi del Novellino di Masuccio Salernitano, si prende in esame la monografia di Vincenzo Vitale Secondo i precetti della perfetta amicizia. Il Novellino di Masuccio tra Boffillo e Pontano con particolare riferimento al rapporto tra il Salernitano e il più giovane poeta umbro. ★ Following a discussion of the structure and themes of Masuccio Salernitano’s Novellino, the present article examines Vincenzo Vitale’s monograph Secondo i precetti della perfetta amicizia. Il Novellino di Masuccio tra Boffillo e Pontano, focusing in particular on the relationship between the writer from Salerno and the younger Umbrian poet.

    5. Recensioni
      • Ottavio Ghidini

        Alessandro Manzoni, Inni Sacri e odi civili, introduzione e commento di Pierantonio Frare, Milano 2017 - pp. 417-424

      • Irene Pagliara

        Tra realtà storica e finzione letteraria. Studi su Sigismondo Castromediano, a cura di A. L. Giannone, Lecce-Brescia 2019 - pp. 425-427

      • Giuseppe Andrea Liberti

        Gabriele d’Annunzio, Alcyone, edizione critica a cura di Pietro Gibellini, commento di Giulia Belletti, Sara Campardo ed Enrica Gambin, scheda metrica di Gianfranca Lavezzi, Venezia 2018 - pp. 427-431

      • Marco Borrelli

        Michele Sovente, Cumae. Edizione critica e commentata a cura di Giuseppe Andrea Liberti, Macerata 2019 - pp. 431-434

      • Raffaele Cavalluzzi

        Sandro Veronesi, Il colibrì, Milano 2019 - pp. 434-436

Torna a Frontespizio