1. Saggi
      • Francesco S. Minervini

        La Venere e la vedova. La bellezza “artificiata” delle donne da Boccaccio a Basile - pp. 3-30

        Il fascino muliebre è lo specchio della società e dei costumi dei tempi: non dissimula soltanto segreti di trucco o acconciature ma rivela anche la profondità dell’animo delle donne. Dal Corbaccio a Lo cunto de li cunti il saggio ripercorre l’evoluzione di due particolari figure di donne, la Venere e la vedova, giungendo a trovare interessanti conferme nelle coeve raffigurazioni iconografiche. ★ Female charm mirrors society and existing customs: not only does it hide makeup and hairdressing secrets but it also reveals the depth of women’s souls. From Corbaccio to Lo cunto de li cunti this essay traces the development of two particular female types, the Venus and the widow, locating noteworthy confirmations in contemporary iconographic sources.

      • STEFANO BIANCHI

        La prima raccolta di rime di Laura Terracina (1548) - pp. 31-50

        Nel 1548 a Venezia, per le cure di Lodovico Domenichi, uscirono le prime Rime della napoletana Laura Terracina: una raccolta poetica femminile che si aggiunse dunque a quelle di Vittoria Colonna e di Tullia d’Aragona comparse tra il 1538 e il 1547 e precedute nel 1537 da due stampe di stanze di Veronica Gambara. Il presente contributo ne illustra la struttura e i contenuti, soffermandosi anche sul suo successo editoriale, testimoniato dalla pubblicazione, dopo la princeps, di dieci edizioni nell’arco di diciassette anni. ★ In 1548 in Venice, edited by Lodovico Domenichi, the Neapolitan Laura Terracina’s first Rime appeared: a collection of poems by a woman that joined those of Vittoria Colonna and Tullia d’Aragona published between 1538 and 1547 and preceded in 1537 by two editions of stanzas by Veronica Gambara. The present study illustrates the book’s structure and content, focusing in addition on its publishing success, testified to by the publication, following the princeps, of ten further editions over seventeen years.

      • DOMENICO CHIODO

        Ancora sul Mopso dell’Aminta. Tra ipotesi antiche e nuove - pp. 51-58

        Si ribadiscono i motivi per cui è improponibile l’identificazione del personaggio di Mopso in Sperone Speroni, stigmatizzando l’assurdo perseverare in tale errore anche dopo che esso è già stato rilevato con ampia documentazione. ★ In the following article, the Author reaffirms the reasons by which the identification of Mopso’s character with Sperone Speroni must be considered impossible, and stigmatizes the absurd perseveration of many scholars in this error, in spite of the fact that it has already been detected with wide documentation.

      • Enrico Ricceri

        «Mirra, o Elettra, o Alceste». Sulle tre eroine della Teleutodía e una precisazione sull’amor di sé - pp. 59-78

        Nel finale della Teleutodía, l’ode che chiude la Parte seconda delle Rime, Alfieri indica tre eroine del suo teatro – Mirra, Elettra, Alceste – quali emblemi della sua intera produzione tragica. Si tratta di una scelta di non pacifica decifrazione, se non si tiene conto della loro valenza allegorica, desumibile da un confronto con la Vita scritta da esso. Dal quale emerge come esse siano la raffigurazione di tre passioni fondamentali dell’animo dell’autore, in grado di rispecchiare nello stesso tempo Alfieri e il suo teatro tragico. ★ In the ending to Teleutodía, that ode which concludes the second part of Rime, Alfieri points to three heroines of his theatre – Mirra, Elettra and Alceste – as emblems of his entire tragic production. This may only be understood by bearing in mind their allegorical meaning, evident through a reading of Vita scritta da esso. The three women, in fact, represent the three fundamental passions of the author’s soul and at the same time mirror Alfieri and his tragic theatre.

      • Anna Maria Pedullà

        Da Boccaccio a Ferrante Pallavicino, da Tirso a Molière: la pudicizia schernita - pp. 79-94

        Questo saggio presenta il motivo letterario della «pudicizia schernita», il cui svolgimento si sviluppa dalle pagine dello Pseudo Egesippo fino a Boccaccio, Masuccio e Bandello, e da questi sino alla narrativa libertina di Ferrante Pallavicino. In Spagna il seduttore è il protagonista della scena teatrale del Burlador de Sevilla di Tirso, mentre in Francia ispira il suo maggior commediografo, Molière. Ma la storia della produttività, delle riscritture e delle variazioni del tema è ben più ampia. ★ This essay presents the literary motif of “scorned modesty”, whose development extends from the pages of Pseudo-Hegesippus to Boccaccio, Masuccio and Bandello and from these to the libertine fiction of Ferrante Pallavicino. In Spain the seducer plays the leading role in Tirso’s Burlador de Sevilla, whilst in France he inspires the greatest playwright, Molière. Yet the history of the productivity, rewriting and variations on the theme is far wider.

      • Giulio Di Fonzo

        Tutto il peso del cielo.Dio, demonio, fortuna nella Malora di Fenoglio - pp. 95-104

        Attraverso una attenta lettura tematica e simbolica Giulio Di Fonzo mostra nel suo saggio come il motivo religioso sia davvero dominante e pervasivo nel racconto lungo o romanzo breve di Fenoglio; motivo percorso da un senso di colpa, di oscura minaccia e intriso di riflessi metafisici, biblici, presenze del demonio, richiami manzoniani e verghiani, sui quali domina la presenza di una natura/ fortuna maligna. ★ By means of a careful thematic and symbolic reading, Giulio Di Fonzo shows in his essay how a religious subject matter looms large in Fenoglio’s lengthy short story or short novel. This subject matter is pervaded with a sense of guilt and of dark threat and steeped in metaphysical and biblical reflections, alongside the presence of the devil and references to Manzoni and Verga. Above all, the presence of a malignant nature / fortune dominates.

      • Laura Restuccia

        Il cerchio si chiude: dall’autorialità anonima e condivisa alla scrittura collettiva - pp. 105-126

        L’autorialità, concepita come caratteristica ineludibile di un’opera d’arte è un’accezione nata nella modernità. È solo a partire dal Rinascimento, infatti, che si assiste all’affermazione dell’autore esaltato poi nel corso del Romanticismo. Il Novecento, smarcandosi dalla concezione tradizional-borghese di letteratura, rimette in discussione il ruolo dell’autore, proponendo nuove forme di creatività. ★ Authoriality, considered an ineludible trait of a work of art, is an idea born of modernity. Only during the Renaissance, in fact, did the author assert himself, later exalted during the age of Romanticism. The Twentieth century, freeing itself from a traditional-bourgeois conception of literature, once more problematized the role of the author, proposing new forms of creativity.

    2. Contributi
      • ISABELLE GIGLI CERVI

        Ariosto, Bembo e i silenzi sul Furioso - pp. 127-147

        Nel presente studio si indagano i rapporti intercorsi fra Pietro Bembo e Ludovico Ariosto, ponendo particolare attenzione alle motivazioni personali e linguistico-letterarie dietro le quali si cela la nota indifferenza bembiana. A partire dall’approfondimento della critica già esistente, si sono ricercati nuovi indizi, utili a dipanare ulteriormente il mistero circa il silenzio del Veneziano nei confronti del Furioso. ★ The present study looks at the relationship between Pietro Bembo and Ludovico Ariosto, focusing on the personal and linguistic-literary motivations behind Bembo’s well-known indifference. Taking into account other criticism on the subject, it hunts down new clues to explain further the mystery surrounding the silence of the Venetian regarding Orlando furioso.

      • LAVINIA SPALANCA

        Il gioco segreto.Metamorfosi del Decameron pasoliniano - pp. 149-160

        Il Decameron (1971) di Pasolini si pone alla confluenza fra adattamento e appropriazione del libro di novelle: attuando un processo di napoletanizzazione del testo sul piano linguistico, etno-musicale e socio-antropologico, l’autore mette in scena il trionfo della vitalità popolare, sullo sfondo di un Sud ancestrale. La sua versione filmica – lungi dalla semplice trasformazione dal linguaggio scritto a quello audiovisivo – comporta dunque un’inedita interpretazione del libro, in funzione dell’elogio rivoluzionario del passato quale antidoto all’omologazione della civiltà consumistica. ★ In his Decameron (1971) Pasolini sits halfway between adaptation and appropriation of the book of tales. By Neapolitanizing the text on a linguistic, ethno-musical and socio-anthropological level, the author stages the triumph of popular vitality, to the backdrop of an ancestral South. His film version – far from being a simple translation from a written language to an audiovisual one – involves an original interpretation of the book, aiming at a revolutionary eulogy of the past as an antidote to the homologation of consumer society.

      • MAURIZIO MASI

        Le architetture del tempo: alcune note su Memoriale di Paolo Volponi - pp. 161-172

        L’articolo propone un’analisi della categoria temporale in Memoriale di Paolo Volponi. Partendo dal titolo stesso, il saggio indaga come il tempo funzioni quale recupero della memoria, viaggio del pensiero nel vissuto. Il memoriale non assolve, tuttavia, un ruolo terapeutico, ma resta testimonianza dei fatti che affliggono il protagonista in fabbrica, facendo di lui quasi una vittima espiatoria. La storia si ritaglia, dunque, uno spazio suo, inserendosi tra il passato dei ricordi e la voce attualizzante dell’Io. ★ This article proposes an analysis of the temporal category in Paolo Volponi’s Memoriale. Beginning with the title, it investigates how time functions as a mnemonic recovery, a journey of thought into personal experience. The memorial does not fulfil a therapeutic role but remains a testimony to the facts that afflict the hero in his factory, turning him into something of a expiatory victim. Thus, the story carves out its own space, fitting in between past memories and the updating voice of the first person.

    3. Recensioni
      • - pp.

      • John Butcher

        Giovanni Pontano, L’Éridan / Eridanus, a cura di Hélène Casanova-Robin, Parigi 2018 - pp. 173-178

      • Antonio Corsaro

        Jean-Jacques Marchand, Studi machiavelliani, Firenze 2018 - pp. 178-181

      • Maria Luisa Doglio

        «Kamen’» Rivista di poesia e filosofia, XXVIII, n.° 55 giugno 2019 - pp. 181-182

      • Valerio Cappozzo

        Roberto Risso, «La penna è chiacchierona». Edmondo De Amicis e l’arte del narrare, Firenze 2018 - pp. 182-184

      • Virginia di Martino

        Antonio Saccone, «Secolo che ci squarti… secolo che ci incanti ». Studi sulla tradizione del moderno, Roma 2019 - pp. 184-187

      • Simone Giorgio

        Girolamo Comi, Poesie. Spirito d’armonia, Canto per Eva, Fra lacrime e preghiere, a cura di Antonio Lucio Giannone e Simone Giorgino, Neviano (Lecce) 2019 - pp. 187-190

      • Patrizia C. Hansen

        Konrad Eisenbichler, Forgotten Italians. Julian-Dalmatian Writers and Artists in Canada, Toronto 2019 - pp. 190-193

      • Narco Airaghi

        Piero Bianconi - Emilio Maria Beretta, Carteggio 1939-1974, a cura di Sabina Geiser Foglia, Giulia Fanfani e Cecilia Gibellini, Introduzione di Renato Martinoni, Lugano 2019 - pp. 193-195

      • Gabriella Congiu

        Ercole Patti, Tutte le opere, a cura di Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla, Milano 2019 - pp. 195-199

      • Rossella Lorenzi

        Alberto Comparini, Geocritica e poesia dell’esistenza, Milano-Udine 2018 - pp. 199-203

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