1. Saggi
      • Donatella Trotta

        Racconti di un’anima: ritratto (intimo) di una poligrafa - pp. 649-677

        Il saggio illumina alcune facce inaspettate del “prisma Serao” che – ancora oggi – può riservare sorprese: sul triplice versante dei contributi giornalistici, di alcune fonti epistolari inedite (che qui si presentano per la prima volta) e di scritti in apparenza minori o marginali, mai ristampati e tuttavia illuminanti per nuove letture di una grande poligrafa infraseculare. Il “caso” Matilde Serao viene così riletto, alla luce di alcune parole chiave, per restituire un ritratto intimo dell’autrice nel suo laboratorio di scritture tra pubblico e privato e tra giornalismo e letteratura, soprattutto nella stagione novecentesca. ★ This essay sheds light on various unexpected facets of the “Serao prism” which – even today – hides its surprises, looking at Serao’s journalistic writings, at several unpublished letters (here presented for the first time) and at pieces that may seem minor or marginal, never reprinted and yet helpful for new readings of a great writer who lived between two centuries. Matilde Serao is thus reinterpreted, on the basis of various key words, with the goal of portraying intimately a writer in her literary workshop, in her public and private life and in her journalism and literary prose, above all within the Twentieth century.

      • VINCENZO CAPUTO

        «Io non m’intendo di pittura». Letteratura e arti figurative in Matilde Serao - pp. 679-692

        Il contributo si sofferma sugli interessi artistici di Matilde Serao. Si analizza innanzitutto il bozzetto incentrato sul Gesù tra i farisei di Saverio Altamura, tratto dalla raccolta Dal vero (I ed. 1879), in secondo luogo le descrizioni dell’Italia a Bologna, relative all’Esposizione del 1888, e infine si punta l’attenzione sull’explicit della seconda edizione del Ventre di Napoli (1906), dedicato al ritratto fotografico di Teresa Ravaschieri. Questi scritti possono risultare estremamente significativi, nonostante la loro marginalità all’interno della fluviale produzione della Serao. ★ This essay focuses on Matilde Serao’s artistic interests. Firstly, it analyses the literary sketch based on Saverio Altamura’s Gesù tra i farisei, included in the collection Dal vero (first ed.: 1879); secondly, it looks at the descriptions in Italia a Bologna regarding the 1888 Exposition; finally, it focuses on the ending of the second edition of Ventre di Napoli (1906), devoted to a photographic portrait of Teresa Ravaschieri. These pieces of writing appear extremely important, despite their marginality within Serao’s fluvial literary production. 1. Sugli interessi figurativi di Serao È indubbio che un discorso sugli interessi figurativi di Matilde Serao possa apparire, nell’entità del materiale da analizzare, sostanzialmente marginale rispetto alla sua fluviale produzione. Eppure i casi specifici al centro del nostro interesse possono rivelare – a ben guardare – percorsi significativi, che indirizzano verso aspetti importanti dell’impianto della scrittrice e che finiscono per coinvolgere anche la più generale dimensione ibrida dell’“osservazione naturalista”1. Nel corso di queste pagine, quindi, punteremo l’attenzione su epi- Vincenzo Caputo: Università di Napoli Federico II; ricercatore RTDa; vincenzo. caputo@unina.it 1 Mi riferisco, per la formula, a Giovanni Maffei, L’“osservazione” naturalista I. Le certezze

      • Patricia Bianchi

        La scrittura di Matilde Serao per il cinema - pp. 693-714

        La Serao è la prima tra gli intellettuali italiani a scrivere del cinema con un ironico articolo del 1906 e passerà da posizioni critiche verso la nuova arte a una partecipazione sempre più convinta che si realizza in articoli di critica cinematografica e in scritture per il cinema con adattamenti dai suoi romanzi e con sceneggiature. Nella critica cinematografica in particolare la Serao sperimenta nuovi spazi giornalistici per la scrittura. ★ Serao was the first Italian intellectual to write about cinema in an ironic article dated 1906. Initially sceptical about the new form of art, her interest grew, as she wrote articles concerning cinema, adapted her novels for the cinema and penned screenplays. In her film criticism, in particular, Serao breaks new journalistic ground.

      • Cristiana Di Bonito

        Da Gibus a Snob: per una lettura linguistica di Api, mosconi e vespe al «Corriere di Napoli» - pp. 715-738

        Il contributo prende in esame, in prospettiva linguistica, la rubrica Api, mosconi e vespe al «Corriere di Napoli» redatta da Matilde Serao, con lo pseudonimo di Gibus, dal 1888 al 1892. Lo spoglio linguistico dei testi mostra alcuni aspetti specifici della scrittura giornalistica dell’autrice, che si caratterizza come originale e innovativa nei diversi livelli di analisi, soprattutto se confrontata con la prosa di Snob, pseudonimo di Salvatore Di Giacomo e Roberto Bracco, autori della rubrica a partire dal 1892. ★ This article examines from a linguistic standpoint the column Api, mosconi e vespe in the «Corriere di Napoli», written by Matilde Serao, under the pseudonym Gibus, from 1888 to 1892. A linguistic analysis of the texts brings to light various features of the author’s journalistic writing, which distinguishes itself by virtue of its originality and innovative character on differing analytical levels, especially when compared with the prose of Snob, the pseudonym of Salvatore Di Giacomo and Roberto Bracco, who took over the column in 1892.

      • Emanuela Bufacchi

        Matilde Serao senza Napoli. Per una variazione nella storia (e biografia) della scrittrice - pp. 739-765

        Negli anni del soggiorno romano si concentra quella che viene reputata la grande stagione letteraria di Matilde Serao, eppure l’attenzione critica si è soffermata raramente e di scorcio su questo periodo eccezionalmente propizio per la produzione narrativa della scrittrice. L’articolo ne dimostra il rilievo attraverso i contributi pubblicati sul «Capitan Fracassa» e le importanti lettere fin qui inedite della Serao a Luigi Arnaldo Vassallo. ★ The golden age of Matilde Serao’s writing dates back to her years in Rome. Yet, critics have rather neglected this period, although it was especially fertile for the writer’s fiction. This article demonstrates its significance through the pieces published in «Capitan Fracassa» and important, hitherto unpublished letters from Serao to Luigi Arnaldo Vassallo.

      • Nicola De Blasi

        Una fioraia: una piccola migrante dal ventre di Napoli al mondo di “lassù” - pp. 767-786

        Il racconto Una fioraia (in Piccole anime, 1883) è letto in rapporto alla realtà urbana di Napoli nella seconda metà del secolo XIX. Un indicatore spaziale (lassù) evidenzia nel testo il divario tra zone diverse, separate da un dislivello di pochi metri, ma percepite come mondi lontani. In queste pagine, che trovano un riscontro nel Ventre di Napoli e in un precedente scritto di Giustino Fortunato, l’anonima protagonista del racconto muore dopo aver varcato per la prima volta il confine tra i due mondi. ★ The short story Una fioraia (in Piccole anime, 1883) is read in relation to the urban reality in Naples in the second half of the Nineteenth century. A spatial indicator (lassù – «up there») underlines the divide between different zones, separated by a distance of just a few metres, but perceived as faraway worlds. In these pages, comparable with Ventre di Napoli and a previous piece of writing by Giustino Fortunato, the nameless heroine of the short story dies after having crossed for the first time the boundary between the two worlds.

      • SILVIA ACOCELLA

        Il ventre d’Europa. La catabasi di un’anima semplice - pp. 787-802

        L’anima semplice di Suor Giovanna della Croce si porta dietro, nel varco tra Ottocento e Novecento, tutte le ombre della degenerazione. Il punto di vista marginale di una suora di clausura, costretta a un viaggio verso un mondo infero, acquista nello scolorimento sistematico della scrittura l’ampiezza rivelatrice di sguardo grandangolare sul tramonto dell’Occidente. ★ The simple soul of Suor Giovanna della Croce bears, midway between the Nineteenth and Twentieth century, all the shadows of degeneration. The marginal point of view of a cloistered nun, forced to journey towards an underworld, acquires, in the systematic discolouration of Serao’s writing, the revealing breadth of a wide-angle lens on the decline of the western world.

      • Mariella Muscariello

        Declinazioni del bovarismo da Verga a Serao - pp. 803-812

        La pubblicazione nel 1881 della traduzione di Madame Bovary produsse un “effetto Flaubert” su alcuni letterati italiani. In questo ambito si è scelto di analizzare il romanzo Il marito di Elena di Giovanni Verga (1882) e la novella La virtù di Checchina di Matilde Serao (1883), che si distinguono per essere l’uno molto prossimo all’archetipo francese, l’altra il suo massimo rovesciamento parodico, sicché, mentre Elena Dorello è a tutti gli effetti una “Bovary in sedicesimo”, Checchina Primicerio, attraverso i suoi atti mancati e la sua inettitudine, assume i tratti di un personaggio “novecentesco”, di indubbia modernità. ★ The 1881 publication of the Italian translation of Madame Bovary generated a “Flaubert effect” amongst some Italian writers. Here the analysis will revolve around the novel Il marito di Elena by Giovanni Verga (1882) and the short story La virtù di Checchina by Matilde Serao (1883). The first of these two works is extremely close to the French archetype; the second turns it on its head and furnishes a parody. Thus, whilst Elena Dorello is basically a “miniature Bovary”, Checchina Primicerio, through her failings and ineptitude, takes on the features of a “Twentieth-century” character, proving to be thoroughly modern.

      • Donato Sperduto

        Bravate e gioco del lotto nella Rabouilleuse di Balzac e nel Paese di cuccagna di Matilde Serao - pp. 813-825

        Nel Paese di cuccagna, per la trattazione del tema del gioco del lotto Matilde Serao prese ispirazione dal romanzo balzachiano La Rabouilleuse. Non si limitò a basarsi sulla definizione di tale gioco come oppio del povero, ma fece altresì confluire nel suo romanzo l’aspetto farsesco presente in Balzac. La Serao intese mostrare come l’infamia rappresentata dal gioco del lotto rovini la società napoletana. ★ In Paese di cuccagna, in dealing with the theme of the lottery, Matilde Serao was inspired by Balzac’s novel La Rabouilleuse. Not only did she define this activity as the opium of the impoverished, but she also included in her novel Balzac’s farcical aspects. Serao aimed to show how the evil of the lottery undermines Neapolitan society.

      • Antonio Saccone

        Domenico Rea e Raffaele La Capria lettori di Matilde Serao. Una breve ricognizione - pp. 827-832

        L’intervento analizza l’interpretazione dedicata a Matilde Serao da Domenico Rea e Raffaele La Capria. Il primo allestisce un partecipe elogio dell’efficacissima cronista, dell’implacabile e spregiudicata polemista, esprimendo tuttavia forti riserve sulla narratrice, ritenendola fievole, priva di validità conoscitiva e artistica. La Capria, riprendendo anche argomentazioni del giudizio demolitorio di Henry James, inserisce la Serao tra i prototipi letterari più rappresentativi della letteratura consolatoria ispirata alla «napoletanità», al culto di un patetico populismo. ★ This essay looks at Domenico Rea’s and Raffaele La Capria’s reading of Matilde Serao. The former highly praises the forceful reporter, the implacable and open-minded polemicist, showing however much less enthusiasm for the writer, which he considers feeble and lacking in cognitive and artistic strength. La Capria, taking up arguments put forth by Henry James in his devastating critique, includes Serao amongst the most representative literary prototypes of a consolatory literature inspired by «Neapolitanness» and by the cult of a pathetic populism.

      • Paolo Giovannetti

        I ‘centri d’interesse’ del Paese di cuccagna e altre questioni narratologiche - pp. 833-846

        Il saggio argomenta l’importanza, nei romanzi di Matilde Serao, di personaggi focali suscettibili di costituire «centri d’interesse», vale a dire di rafforzare l’istanza etico-ideologica che nelle singole opere si esprime. Ciò, tuttavia, non è sintomo di un primitivismo narrativo, ma è frutto di una scelta strategica. Serao in diverse sue opere sa modulare diversamente le soluzioni enunciative, anticipando moduli pienamente modernisti, per di più venati di sensibilità gender. ★ This essay points out the importance in Matilde Serao’s novels of focal characters forming «centres of interest», i.e. strengthening the ethical-ideological character expressed by the single works. This does not however betray a narrative primitivism but constitutes instead a strategic choice. In many of her works Serao varies enunciative solutions, proving to be a forerunner of modernist techniques, including a sensibility towards issues of gender.

      • Filippo Pennacchio

        «Un pensiero sulla fronte, negli occhi, sulle labbra». Racconto figurale e istanze melodrammatiche in Fantasia di Matilde Serao - pp. 847-862

        Il saggio esamina in ottica narratologica il romanzo Fantasia di Matilde Serao, per mettere in luce, da un lato, la compresenza al suo interno di più modi di raccontare, dall’altro, le strategie a cui la scrittrice è ricorsa per dare forma all’interiorità dei personaggi protagonisti della storia. In particolare, si argomenta come nel romanzo convivano dinamiche di tipo figurale, per cui i contenuti narrativi sono filtrati dal punto di vista dei personaggi, e istanze di natura melodrammatica, tese alla teatralizzazione della sfera interiore di questi ultimi. ★ This essay examines from a narratological standpoint Matilde Serao’s novel Fantasia. It demonstrates, on the one hand, the coexistence of differing narrative techniques, on the other hand, the strategies deployed by the writer in giving form to the inner life of the major characters in the story. In particular, it argues that the novel contains both figural dynamics, by which the narrative subject matter is filtered from the point of view of the characters, and at the same time elements of a melodramatic nature, aimed at dramatizing the inner life of the latter.

      • Concetta Maria Pagliuca

        Forme e sostanze della psicologia femminile nella narrativa breve di Matilde Serao - pp. 863-876

        Ci si propone di classificare i personaggi femminili della narrativa breve di Serao sulla base delle tecniche adoperate dalla scrittrice per rappresentare la loro vita interiore e delle emozioni e dei sentimenti che sostanziano la loro psicologia. ★ This essay classifies the female characters in Serao’s short stories according to the techniques applied by the writer in representing their inner self and the emotions and feelings that form their psychology.

      • Guido Scaravilli

        Dal vero: casi e difetti del reflector character - pp. 877-891

        Ci si propone di analizzare alcuni casi di imperfetta ‘riflettorizzazione’ in Dal vero (1879). Proprio per le loro anomalie, dovute alla scarsa padronanza, da parte della giovane Serao, delle tecniche flaubertiane della soggettivazione, tali esempi costituiscono un punto di vista privilegiato per studiare il processo di grammaticalizzazione del racconto figurale nel Naturalismo italiano. ★ This essay offers an analysis of several cases of imperfect ‘reflectorization’ in Dal vero (1879). Precisely because of their anomalies, due to the young Serao’s insufficient knowledge of Flaubert’s techniques of subjectivism, these examples constitute a privileged viewpoint in order to study the process of grammaticalization of the figural short story within Italian Naturalism.

      • Daniela De Liso

        Nel Paese di Gesù. I luoghi nella scrittura di Matilde Serao - pp. 893-906

        Il saggio propone una disamina di Nel Paese di Gesù. Ricordi di un viaggio in Palestina (Napoli, Tocco, 1899), il libro annunciato da Matilde Serao all’indomani del suo viaggio in Palestina, compiuto tra la primavera e l’estate del 1893, esperienza fondamentale per la giornalista napoletana, che da scrittrice odeporica diventa «pellegrina viaggiante», trasformando, nella prassi diegetica, i luoghi in simboli pregnanti di una spiritualità ben più profonda di quella, quasi patinata, che la critica le ha attribuito. ★ This essay offers an analysis of Nel Paese di Gesù. Ricordi di un viaggio in Palestina (Naples, Tocco, 1899), that book announced by Matilde Serao immediately after her journey to Palestine which took place in the spring and summer of 1893, a fundamental experience for the Neapolitan journalist who turns from a travelling writer into a «wandering pilgrim», transforming, in the diegetic praxis, places into symbols pregnant with a much deeper spirituality than that almost “glossy” religiosity that critics have assigned to her.

      • Giovanni Maddaloni

        Nel paese di Gesù di Matilde Serao:un’analisi linguistica - pp. 907-924

        Il contributo propone una lettura linguistica di Nel paese di Gesù: partendo dal quadro degli usi linguistici che accomunano la scrittura della Serao alla prosa giornalistica ottocentesca, si procede poi a una disamina delle rappresentazioni del parlato e dell’uso dei forestierismi quali elementi distintivi del realismo seraiano in quest’opera. L’analisi testuale e linguistica dimostra le peculiarità innovative dello stile della Serao che la collocano, in anticipo sui tempi, nel contesto dei turbamenti e delle inquietudini della grande letteratura europea del Novecento. ★ This essay provides a linguistic reading of Nel paese di Gesù. Beginning with the linguistic features that liken Serao’s writing to Nineteenth-century journalistic prose, it analyses the representations of spoken language and the use of foreign terms as distinctive elements of Serao’s realism in this work. A textual and linguistic analysis shows the innovative peculiarities of Serao’s style, which place her firmly – ahead of her times – within the context of the turmoil and restlessness of great Twentieth-century European literature.

      • Raffaele Giglio

        L’abiura di Matilde Serao. Dalla Chiesa greco-scismatica alla Chiesa di Roma - pp. 925-930

        Questo saggio presenta il “processetto” con il quale Matilde Serao nel 1871 abiurò la fede greco-scismatica chiedendo al Cardinale Arcivescovo di Napoli, Sisto Riario Sforza, di entrare a far parte della Chiesa di Roma. ★ This article contains the ecclesiastical procedure by means of which Matilde Serao in 1871 abjured her Greek-schismatic faith, requesting from the Cardinal Archbishop of Naples, Sisto Riario Sforza, that she might be admitted to the Church of Rome. In

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