1. Saggi
      • ALESSANDRA MANTOVANI

        Il carteggio Fontanini-Muratori (1699-1716): storia di un’amicizia - pp. 653-686

        Il carteggio Fontanini-Muratori rappresenta un capitolo significativo del dibattito culturale che, dalla fine del XVII ai primi decenni del XVIII secolo, animò la ‘repubblica delle lettere’ tra Italia ed Europa. Il rinnovamento metodologico dell’indagine storica ed erudita, l’attenzione filologica alla pubblicazione delle fonti documentarie medievali, l’impegno etico e civile per la modernizzazione della cultura italiana in una prospettiva multidisciplinare sono i fili conduttori di una conversazione colta e amichevole, animata da una passione intellettuale a lungo condivisa. ★ The correspondence between Fontanini and Muratori constitutes a significant chapter in the cultural debate that, from the end of the seventeenth century to the early decades of the eighteenth century, enlivened the republic of Letters in Italy and Europe. The methodological renewal of historical and erudite studies, the philological interest in the publication of medieval documentary sources, an ethical and civic engagement aimed at modernising Italian culture in a multidisciplinary perspective form the core of a cultivated and friendly conversation animated by a long-shared intellectual passion.

      • VALTER BOGGIONE

        Dante e l’altezza d’ingegno - pp. 635-652

        Il contributo discute l’interpretazione letterale di If II, 7-9 e Pg I, 1-3, soffermandosi in particolare sui concetti di ingegno, mente e memoria e sul termine navicella, per spiegare il quale si giova non solo del riferimento ormai invalso a Pd II, 3, ma soprattutto di un puntuale confronto con la fonte properziana (III, 3), nota ma non adeguatamente sfruttata. ★ This essay discusses the literal interpretation of If II, 7-9 and Pg I, 1-3, focusing in particular on the concepts of ingegno, mente and memoria and on the term navicella, which is explained not only by the usual reference to Pd II, 3, but above all through a close comparison with the Propertian source (III, 3), to date insufficiently studied.

      • SILVIA TATTI

        La Repubblica delle Lettere in Italia dall’Arcadia a Foscolo - pp. 687-702

        In Italia, la repubblica delle Lettere settecentesca ha una declinazione particolare che si lega strettamente alla storia dell’Accademia dell’Arcadia e all’affermazione di un codice letterario comune e che convive con i condizionamenti dovuti alla divisione politica del paese e alla centralità della res publica christiana. Il contributo ricostruisce alcuni momenti emblematici di tale organismo dal punto di vista soprattutto dei letterati, fino alla fine del secolo, quando gli eventi storici e lo sviluppo di un nuovo rapporto con il lettore riducono la forza rappresentativa di una comunità cosmopolita di letterati. ★ In Italy, the eighteenth-century republic of Letters takes a peculiar form, closely connected to the history of the Accademia dell’Arcadia and the establishment of a common literary code and, furthermore, influenced by the political division of the country and the centrality of the res publica christiana. This study reconstructs various emblematic moments of the organism in question, above all from a literary standpoint, up until the end of the century, when historical events and the development of a new relationship with the reader diminished the representative force of a cosmopolitan literary community.

      • GIANMARCO GASPARI

        Il romanzo tra narrazione e storia: aggiornamenti sul caso Manzoni - pp. 703-716

        Il recente dibattito sulla storia come “narrazione” o “retorica”, tra Arthur C. Danto e Hayden White, ha avuto in Italia interlocutori di alto livello, da Arnaldo Momigliano a Carlo Ginzburg. un esame attento della riflessione manzoniana sulla narrazione storica consente di restituire al romanzo un ruolo fondativo nella ricostruzione della “verità”: è quanto sta iniziando a fare una nuova fase critica, dimostrando come anche la ricerca teorica di Manzoni sia stata decisiva per l’approdo a esiti così diversi dal realismo coevo. ★ The discussion between Arthur C. Danto and Hayden White concerning the nature of history (storytelling or rhetoric?) has found some highly qualified spokesmen in Italy, such as Arnaldo Momigliano and Carlo Ginzburg. A critical analysis of Manzoni’s insight into historical narrative testifies to the groundbreaking role of his novel in the debate about the recollection of “truth”. recent studies have been showing that Manzoni’s theoretical search on the subject was crucial in attaining some key points of his poetics, definitely divergent from coeval realism.

      • ROSANNA POZZI

        Ipazia e la parola - pp. 717-724

        Il presente intervento intende sviluppare la centralità della parola e della sua comunicazione nel dramma teatrale Ipazia di Mario Luzi, evidenziandone il valore d’opera di svolta nel percorso poetico di Mario Luzi, svolta preparata e gradualmente affermatasi a partire da Nel magma e Su fondamenti invisibili. La continuità del percorso è attestata dalla presenza di alcuni termini e temi ricorrenti, così come da brevi frammenti autografi dell’autore, di recente riemersi grazie a Stefano Verdino. ★ The present essay looks at the centrality of the word and its communication in Mario Luzi’s drama Ipazia. It shows how the work marks a turning point in Luzi’s literary career, one prepared for and gradually established from Nel magma and Su fondamenti invisibili onwards. Luzi’s internal coherence is demonstrated by several recurring terms and themes, as well as by short handwritten fragments recently re-emerged thanks to Stefano Verdino.

      • FABIO MOLITERNI

        Dar fuoco alle polveri. Sciascia e il barocco - pp. 725-740

        Al di là delle occorrenze testuali disseminate nella scrittura di Sciascia e riferibili al barocco, si può sostenere che tutta la sua opera risente di quella «nevrosi da ragione, di una ragione che cammina sull’orlo della non ragione» di cui egli stesso parlava nel libro-intervista La Sicilia come metafora. Isolando alcuni passi ritagliati e frammenti-campione, cogliendo certe microscopie stilistiche diffuse capillarmente nel tessuto della scrittura di Sciascia, l’obiettivo di questo saggio consiste nell’individuare tra i suoi testi alcuni specifici passaggi che meglio di altri sono in grado di reagire con il termine e con il significato più profondi del barocco. ★ Leaving aside textual occurrences in Sciascia’s writing related to the baroque, it may be stated that his entire literary output mirrors that “neurosis of sense, of a sense that tiptoes on the edge of nonsense” mentioned by the author in his book-interview La Sicilia come metafora. Isolating particular passages and sample fragments, focusing on certain stylistic details strewed within Sciascia’s writing, this essay aims at identifying specific passages that are especially well suited to the term and deepest meaning of the baroque.

    2. Meridionalia
      • DONATO SPERDUTO

        Dalla lotta per il matrimonio al convento: Per Monaca di Matilde Serao e Albert Savarus di Balzac - pp. 741-750

        Matilde Serao fu una grande ammiratrice dello scrittore francese Honoré de Balzac. Lo citò in vari suoi libri e riprese alcune importanti tematiche presenti nella Commedia umana. Nella novella Per Monaca, la Serao evoca il romanzo balzacchiano Albert Savarus – contenente vari riferimenti autobiografici – non solamente con l’intento di mettere l’accento su temi come la lotta per il matrimonio ed il convento, ma altresì per inveire contro chi ostacola le fanciulle (in questo caso le madri). ★ Matilde Serao was a great admirer of the French writer Honoré de Balzac. She quotes from him in various books and takes over several important themes to be found in La Comédie humaine. In her short story Per Monaca Serao evokes Balzac’s novel Albert Savarus – containing various autobiographical references – not simply in an effort to highlight themes such as the battle for marriage and the convent, but also in order to lash out against people who stand in the way of girls (in this case, their mothers).

    3. Contributi
      • Paolo Rigo

        Dante e la retorica del gesto. Primi appunti - pp. 751-769

        Nelle sue opere Dante racconta diversi “gesti”, i quali sono atti a manifestare, di volta in volta, maestosità, paura, sfida, amore e via dicendo. Le silenziose azioni descritte dall’autore sono state spesso tralasciate dalla critica. Eppure, la retorica medievale non è estranea alla codificazione retorica del gesto: nella fattispecie Boncompagno da Signa dedica alcune parti delle sue opere alla normalizzazione dei vari gesti e atti consoni al dettato poetico. Scopo di questo contributo è: 1. ricondurre il gesto e la gestualità al campo retorico 2. Verificare se le situazioni rappresentate da Dante abbiano o meno una valenza retorica. ★ In his works Dante writes about different “gestures”, used to manifest, from time to time, majesty, fear, challenge, love and so on. The silent actions described by the author have often been overlooked by the critics. Yet, the medieval rhetoric is not stranger to the rhetorical codification of the gesture: in particular Boncompagno da Signa dedicates some parts of his works to the normalization of the various gestures and suitable actions to the poetic dictated. Purpose of this paper is: 1. To bring back the gesture to the rhetorical field 2. To verify wether the situations represented by Dante have or do not have a rhetorical value.

      • DORA MARCHESE

        Filippo Tommaso Marinetti e l’arte degenerata - pp. 771-780

        L’antipassatismo di Marinetti e degli altri esponenti del Futurismo decanta l’estetica del brutto e vuole creare una frattura di senso e di immagine tra il corpo umano perfetto, armonico e bello, espressione del vecchio, e il corpo umano tecnologico e ibridato, espressione del nuovo. Questo procedimento lo avvicina all’Espressionismo tedesco perché l’esaltazione futurista del “corpo degenerato” è la medesima delle avanguardie che realizzarono la mostra Entartete Kunst (Arte Degenerata) contro la cui damnatio Marinetti si scagliò violentemente e polemicamente. ★ The anti-conventionalism of Marinetti and the other Futurists extols an aesthetic of ugliness and aims to create a fracture of sense and image between the perfect, harmonic and beautiful human body, deemed an expression of oldfashionedness, and the technological and hybrid human body, an expression of modernity. Such an approach likens it to German Expressionism in as much as the Futurist exaltation of the “degenerate body” is the same as that of the avantgarde movements that organised the exhibition Entartete Kunst (“Degnerate Art”) against whose damnatio Marinetti battled violently and polemically.

      • CRISTIANO BEDIN

        Un’«incursione» occasionale nel territorio della memoria: L’entrata in guerra di Italo Calvino come testimonianza del trauma e della crescita - pp. 781-802

        Il saggio cerca di definire alcune caratteristiche della scrittura autobiografica del Calvino. Si sottolinea l’importanza delle vicende storiche e del trauma a esse collegato nella rappresentazione della figura del giovane Calvino, immortalato nel critico passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Si giunge alla conclusione che questo esile libro segna un momento di transito della narrativa calviniana che approderà al progetto editoriale delle Fiabe italiane. ★ The article aims to define some characteristics of Calvino’s autobiographical writing. The importance of historical events and of the related trauma is emphasized in the representation of the figure of the young Calvino, caught in the critical passage from adolescence to adulthood. It is possible to conclude that this thin book marks a moment of transition in Calvino’s narrative that will ultimately result in the editorial project of the Italian Folktales.

    4. Note e discussioni
      • ANTONIO LUCIO GIANNONE

        Ricordo di Donato Valli - pp. 803-812

        Nel presente articolo viene ricordato Donato Valli, a lungo docente di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’università degli Studi di Lecce, a un anno dalla scomparsa. In particolare, si passa in rassegna la sua attività scientifica che comprende numerosi e importanti studi sulla poesia italiana del Novecento, sull’ermetismo, sul “frammento” e la “prosa d’arte”, nonché sulla cultura letteraria salentina dell’Otto-Novecento. ★ A year after his passing, the present article commemorates Donato Valli, a longterm professor of History of Modern and Contemporary Italian Literature at the university of Lecce. In particular, it examines his academic activity which includes numerous and important studies on twentieth-century Italian poetry, Hermeticism, the “fragment” and “artistic prose”, as well as on nineteenth- and twentieth-century Salento literary culture.

    5. Recensioni
      • Valentina Gallo

        Alviera Bussotti, Forme della virtù. La rinascita poetica da Gravina a Varano, Alessandria 2018 - pp. 813-814

      • Raffaele Manica

        Giuseppe Gioachino Belli, I sonetti, edizione critica e commentata a cura di Pietro Gibellini, Lucio Felici, Edoardo ripari, Torino 2018 - pp. 814-818

      • Giulio Di Fonzo

        Igino Ugo Tarchetti, Disjecta Frammenti lirici. Edizione critica, introduzione e commento a cura di roberto Mosena, Lanciano 2017 - pp. 818-820.

      • Paola Trivero

        Beatrice Alfonzetti, Pirandello. L’impossibile finale, Venezia 2017 - pp. 820-822

      • Francesca Farina

        Pasquale Tuscano, Federigo Tozzi, narratore dell’alienazione dei sentimenti e della ragione, Soveria Mannelli 2018 - pp. 822-825

      • Fabio D'Astore

        Vittorio Bodini fra Sud ed Europa (1914-2014). Atti del Convegno Internazionale di Studi (Lecce, Bari; 3-4, 9 dicembre 2014), a cura di Antonio Lucio Giannone, Nardò (Lecce) 2017 - pp. 825-828

      • Giuseppe Andrea Liberti

        Franco Fortini, Foglio di via e altri versi. Edizione critica e commentata a cura di Bernardo De Luca, Macerata 2018 - pp. 828-831

      • Floriano Romboli

        Costanza Geddes da Filicaia (a cura di), Leopardismi del Novecento, Macerata 2016 - pp. 831-833

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