1. Saggi
      • STEFANO BIANCHI

        Le rime e le lettere di Veronica Gambara e l’edizione bresciana del 1759 - pp. 423-448

        La prima edizione delle Rime e lettere della poetessa cinquecentesca Veronica Gambara uscì a Brescia per le cure di Felice Rizzardi nel 1759, più di due secoli dopo la morte dell’autrice. L’articolo esamina la struttura di questa edizione, che conteneva anche un’ampia e particolareggiata biografia scritta da Baldassarre Camillo Zamboni. Viene inoltre affrontata la questione dell’identità del destinatario delle ventisette stanze Quando miro la terra ornata e bella. ★ The first edition of the sixteenth-century poet Veronica Gambara’s Rime e lettere was published in Brescia by Felice Rizzardi in 1759, more than two centuries after the author’s death. The present article examines the structure of this edition, which also contains a long and detailed biography penned by Baldassarre Camillo Zamboni. It also investigates the question of the identity of the addressee of the twenty-seven stanzas entitled Quando miro la terra ornata e bella.

      • John Butcher

        «Dove Hippocrene è l’Istro». Antonio Abati al servizio dell’arciduca Leopoldo Guglielmo d’Austria* - pp. 449-467

        Antonio Abati, nella sua attività letteraria tesa alla rappresentazione e all’ulteriore promozione della dinastia asburgica, diede un contributo difficilmente valutabile nelle conseguenze ma senz’altro efficace per l’immagine pubblica di una delle massime potenze europee, fornendo un nutrito gruppo di componimenti propagandistici in grado di rafforzare la statura politica dell’arciduca Leopoldo Guglielmo, dell’imperatore Ferdinando III e dell’intero meccanismo di potere installato sulle rive del Danubio ed esteso ad altre località ben più distanti nel Sacro Romano Impero e altrove. ★ Antonio Abati, in his literary efforts to bolster the strength of the Habsburg dynasty, made a meaningful (albeit hard to gauge) contribution to the public image of one of Europe’s major powers, marshalling an array of poetic works of propaganda able to corroborate the political stature of Archduke Leopold Wilhelm, Emperor Ferdinand III and, indeed, the entire system of power installed on the banks of the Danube and reaching out further afield into the Holy Roman Empire and beyond.

      • Giulia Tellini

        Le amiche rivali: la scrittura teatrale di Angelica Palli - pp. 469-493

        Angelica Palli è figura di spicco nella Livorno dell’Ottocento: improvvisatrice estemporanea negli anni della giovinezza, animatrice di salotti e giornalista, autrice di commedie e drammi, di romanzi, racconti e poesie. Le amiche rivali è un suo dramma che, assegnabile al 1830 e lasciato inedito manoscritto nel Fondo Palli della Biblioteca Labronica di Livorno, è stato pubblicato per la prima volta nel 2016. Il saggio analizza il dramma dal punto di vista stilistico-tematico, sottolineandone la modernità e l’originalità, soprattutto per quanto riguarda le dinamiche dei rapporti fra i sessi. ★ Angelica Palli was a major personality in nineteenth-century Livorno. She was an extemporizer as a young lady, a society woman, a journalist, as well as being the author of comedies and dramas, novels, short stories and poems. Her drama Le amiche rivali, written probably in 1830 and left unpublished in the Fondo Palli of Livorno’s Biblioteca Labronica, was printed for the first time in 2016. This essay offers a stylistic-thematic analysis of the drama, showing both its modernity and originality, especially as concerns the relationship between the two sexes.

      • Dino Manca

        Nuclei generativi e primitive fasi di elaborazione di due romanzi di Giuseppe Dessì - pp. 495-515

        L'oggetto della trattazione riguarda lo studio critico dei nuclei generativi di due opere di Giuseppe Dessì: Luciana, ipotesi e progetto di un romanzo in fieri, al quale l’autore aveva lavorato per molti anni, e Michele Boschino, pubblicato nel 1942 con le edizioni Mondadori. Lo studio si pone in continuità col lavoro di approntamento dell’edizione critica che ha visto la luce nel 2011. ★ The subject of the discussion concerns the critical study of the generative nuclei of two works by Giuseppe Dessì: Luciana, hypothesis and project of a novel in progress, to which the author had worked for many years, and Michele Boschino, published in 1942 with the Mondadori editions. The study is in continuity with the work of preparation of the critical edition that saw the light in 2011.

      • Angelo Castagnino

        Il romanzo della positività - pp. 517-538

        Prendendo spunto dalle recenti teorie filosofico-sociologiche di Byung-Chul Han e Vanni Codeluppi sui concetti di positività, trasparenza e vetrinizzazione dell’individuo, il presente saggio discute il ricorrere di questi temi nei romanzi di Nicola Lagioia e Alessandro Perissinotto, con ulteriori riferimenti alla narrativa di Edoardo Albinati e Tiziano Scarpa. Particolare rilievo è dato allo studio di come l’influenza dei social media contribuisce ad una diversa percezione del singolo in relazione alla società, al conflitto sociale, e all’ostentazione iperbolica delle attività dell’individuo che, sempre costretto a mostrarsi attivo, vive una nuova fase del rapporto fra sé e il potere. ★ Inspired by the recent philosophical and sociological theories of Byung-Chul Han and Vanni Codeluppi regarding the concepts of positivity, transparency and commodification of the individual, this essay discusses the recurrence of these topics in the novels of Nicola Lagioia and Alessandro Perissinotto, with further reference to the narratives of Edoardo Albinati and Tiziano Scarpa. Particular relevance is given to how the influence of social media contributes to a new perception of the self in its relation with society, the social conflict, and the hyperbolic display of the actions of the individual that, always forced to appear active, experiences a new phase of the relation between him/herself and power.

    2. Meridionalia
      • Marco Manotta

        Un polittico narrativo di Seminara, tra favola e mito - pp. 539-558

        È possibile parlare di un realismo a sfondo mitico per la narrativa di Fortunato Seminara. Dal contatto col dato oggettivo si protende un orizzonte di ricerca che curva la temporalità nell’ordine della ripetizione: dopo aver attraversato le dimensioni del galateo sociale, della favola, del rito, del mito e della tragedia si torna al punto di partenza, ispessito a questo punto da un doloroso senso di ineluttabilità, di cui i personaggi femminili sono ora vittime ora vindici. Una realtà rurale arcaica rappresentata nella sua esplosiva complessità, senza misericordia, in testi narrativi coevi e consentanei, quali La fidanzata impiccata e Quasi una favola. ★ It’s possible to outline a mythical background beneath the realism which characterizes Fortunato Seminara’s novels. Objective temporal order bends itself towards cyclic repetition: from the very beginning to the end, along the sequence of social narrative patterns such as etiquette, fable, rite, myth and, finally, tragedy, the story designes a motionless history. In this universe, female characters are, alternately, victims and avengers. A rural archaic reality, which Seminara represents in its complexity, without mercy, in coeval and specular novels, such as La fidanzata impiccata and Quasi una favola.

    3. Contributi
      • FRANCO MAIULLARI

        Una nuova lettura dell’Ulisse dantesco (ovvero, l’interpretazione anamorfica del canto XXVI dell’Inferno)1 - pp. 559-581

        È possibile un’altra lettura dell’Ulisse dantesco, rispetto a quella tradizionale, la quale vede nell’eroe greco l’alter ego del poeta; infatti, una particolare analisi del canto XXVI, che definisco anamorfica, dimostra che la sua lettura canonica è parziale, a iniziare dal fatto che, di regola, scotomizza cinque dei sei personaggi presenti nel canto e focalizza l’attenzione ormai unicamente sulla figura di Ulisse. Secondo la lettura anamorfica, invece, i sei personaggi costituiscono tre coppie schermo (Elia-Eliseo, Eteocle-Polinice, Ulisse-Diomede) che, ognuna a suo modo, ma in particolare la coppia Ulisse-Diomede, rinviano a quella Cavalcanti- Dante. ★ Compared to the traditional reading of Dante’s Ulysses, which considers the Greek hero an alter ego of the poet, another reading is possible. In fact, a close analysis of canto XXVI, one that I call anamorphic, reveals that the standard reading is partial, especially because it usually sidelines five of the canto’s six characters and concentrates solely on the figure of Ulysses. According to an anamorphic reading, on the other hand, the six characters form three allusive pairs (Elijah-Elisha, Eteocles-Polynices and Ulysses-Diomedes), each in its own way, but especially that of Ulysses-Diomedes, alluding to the Cavalcanti-Dante couple.

      • Marino BOAGLIO

        Il sogno come rimozione. Il poemetto Paulo Ucello di Giovanni Pascoli - pp. 583-602

        Il poemetto Paulo Ucello del Pascoli sembra delineare il quadro artistico e morale del pittore del ’400; in realtà non è poesia storica o celebrativa, bensì exemplum di sublimazione poetica e di rimozione del profondo sotto il segno dell’amore fraterno e di una semplicità edificante di ascendenza francescana. Pascoli finisce per proiettare le proprie moderne inquietudini nelle ambagi oniriche del pittore fiorentino, in cui prova a riconciliare le sue due nature: lo spirito turbato e la rigorosa passione per la perizia formale. ★ Pascoli’s long poem Paolo Ucello appears to sketch out an artistic and moral portrait of the fifteenth-century painter. In reality, however, the poem is not so much a historical or celebratory text as an example of poetic sublimation and of the repression of the innermost self under the trappings of fraternal love and an edifying simplicity belonging to the Franciscan tradition. Pascoli ends up projecting his own modern anxieties onto the dream world of the Florentine painter in whom he attempts to reconcile a twin nature: a troubled spirit and a rigorous passion for formal perfection.

    4. Recensioni
      • Antonio Iurilli

        Quinto Orazio Flacco. Annali delle edizioni a stampa. Secoli XVXVIII, 2 tomi, Ginevra 2017 (Pietro Sisto) » 603 - pp. 603-605

      • Francesco Tateo

        Pontano poeta. Carmi scelti e frammenti con traduzione italiana, Foggia, 2018 (John Butcher) - pp. 607- 609

      • Maurizio Capone

        Nievo e Tolstoj. Le Confessioni d’un italiano e Guerra e pace: un confronto inedito, prefazione di Simone Casini, Roma 2017 (Giuseppe Andrea Liberti) - pp. 612-614

      • Carlo Nitsch - Guido Trombetti

        Anche le cicale sanno contare, Roma 2018 (Matteo Palumbo) - pp. 626-629

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