1. Saggi
      • BRUNO CAPACI

        La rosa di Lucrezia Borgia - pp. 211-229

        Questo studio analizza la relazione tra il romanzo Lucrezia Borgia di Maria Bellonci e la sua fonte principale verificando i punti di contatto e di allontanamento tra la voce romanzesca di Lucrezia e quella che sale dai carteggi dell’Archivio Segreto Estense. Lo scopo non è quello di censurare la libertà interpretativa delle carte da parte di Maria Bellonci ma di arricchire la prospettiva critica mediante la lettura delle Familiares di Lucrezia Estense de Borgia. ★ This study analyses the relationship between Maria Bellonci’s novel Lucrezia Borgia and its main source, highlighting the similarities and differences between the fictional voice of Lucrezia and that arising from the letters held at the Archivio Segreto Estense. The aim is not to censure Maria Bellonci’s free interpretation of the archive material but rather to enrich our critical understanding through the reading of Lucrezia Estense de Borgia’s Familiares.

      • STELLA CASTELLANETA

        Napoli Incauta. Eroi martiri e tiranni, tra scienza nuova teatro e utopia - pp. 231-265

        La ricerca, condotta presso le biblioteche e gli archivi di Napoli, Roma e Firenze, indaga il rapporto fra culture scientifiche, teosofiche, teologiche e letterarie del Viceregno. Dal rogo degli scritti astrologici di Pontano e del De rerum natura di Telesio all’Incendio del Vesuvio del 1631, si vuol far luce sulla composita stratigrafia accademica partenopea e sulla scrittura scenica del Liceo Incauto, intrisa di umori civili. Tale drammaturgia si apre al dibattito sulla sovranità e sul libero arbitrio, tesaurizzando, tra gli altri, Dante, Boccaccio, Ariosto, Tasso, Della Porta e Marino. ★ This study, carried out in libraries and archives in Naples, Rome and Florence, delves into the relationship between scientific, theosophical, theological and literary cultures in the Viceroyalty. From the burning of Pontano’s astrological writings and Telesio’s De rerum natura to Incendio del Vesuvio (1631), it aims to shed light on the complex academic stratification in Naples and on the civicminded theatrical output of the Liceo Incauto. This dramaturgy engages with the themes of sovereignty and free will, drawing on Dante, Boccaccio, Ariosto, Tasso, Della Porta, Marino and others.

      • Francesca Bianco

        Le poesie di Ossian. Osservazioni critiche di Cesarotti a Le Tourneur - pp. 267-292

        Lo studio mette a confronto le tre maggiori edizioni dell’Ossian cesarottiano (le due cominiane del 1763 e 1772 – sostanzialmente sovrapponibili per l’aspetto qui indagato– e la pisana del 1802), tenendo conto della versione francese di Le Tourneur, apparsa nel 1777. Nell’apparato critico l’abate dialoga con il collega francese commentando le sue scelte linguistiche e stilistiche, che non mancheranno di influenzare l’ultima edizione italiana. ★ This essay compares the three major editions of Cesarotti’s Ossian (the two published by Giuseppe Comino in 1763 and 1772 – essentially the same from the standpoint of the present essay – and the one published in Pisa in 1802), taking into account the French translation by Le Tourneur which came out in 1777. In the critical apparatus the writer dialogues which his French colleague, commenting on a language and style that would eventually influence the final Italian edition.

    2. Meridionalia
      • NUNZIO RUGGIERO

        Una vittoriana della Nuova Italia Mediazione culturale e militanza politica nell’opera di Fanny Zampini Salazar - pp. 341-360

        Pioniera della battaglia per l’emancipazione femminile nell’Italia postunitaria, Fanny Zampini Salazar (1853-1937) promosse un intelligente tentativo di sintesi tra le istanze del cattolicesimo liberale italiano e quelle del riformismo sociale anglosassone. L’analisi della sua misconosciuta produzione letteraria, in seno alla civiltà dei traduttori e dei mediatori culturali fiorita a Napoli nel secondo Ottocento, è essenziale per intendere gli sviluppi della sua lunga carriera di giornalista, dedita alla costruzione di una rinnovata identità civile per le donne italiane. ★ As a pioneer in the battle for women empowerment after the Italian unification, Fanny Zampini Salazar (1853-1937) proposed an intelligent synthesis between the principles of the Italian liberal Catholicism and those of social reformism derived from the Anglo-Saxon tradition. The analysis of her unrecognized literary activity, within the thriving Neapolitan milieu of translators and cultural mediators in the second half of the 19th century, is essential to understand her long career as a journalist, towards the development of the public identity of Italian women.

    3. Contributi
      • Davide Colombo

        Ettore Cozzani fra Dante e Pascoli - pp. 361-375

        L’articolo indaga gli studi danteschi di Ettore Cozzani (1884-1971) secondo tre linee di ricerca: le postille inedite a due biografie dantesche; le lecturae Dantis e le conferenze conservate presso l’archivio dell’Istituto Lombardo di Milano; il rapporto con Pascoli dantista, al quale Cozzani dedicò il volume del 1939 Pascoli. Il poeta di Dante. ★ This article investigates the work on Dante carried out by Ettore Cozzani (1884- 1971), looking at three distinct aspects: the unpublished marginal notes in two Dante biographies; the lecturae Dantis and the conference papers kept in the archives of the Istituto Lombardo in Milan; the relationship with Pascoli’s writings on Dante, a subject to which Cozzani devoted a book published in 1939, Pascoli. Il poeta di Dante. 1. Nel 1913 un numero speciale

      • Michele Mongelli

        Forma epigrammatica ed inventio letteraria nelle Epistolae ad Hiaracum di Elisio Calenzio - pp. 377-399

        Nelle sue epistole dirette a Iaraco, pseudonimo del principe Federico d’Aragona, l’umanista Elisio Calenzio seppe armonizzare temi e forme appartenenti tradizionalmente ai due generi ‘pedestri’ dell’età classica, la satira e l’epigramma. Il contributo analizza le riscritture, i motivi metaletterari ed i parallelismi concettuali che legano la raccolta epistolare quattrocentesca con i Sermones di Orazio e gli Epigrammi di Marziale, di cui Calenzio si dimostra attento lettore. ★ In his epistles to Iaraco, pseudonym of prince Frederick of Aragon, the humanist Elisio Calenzio harmonises themes and forms traditionally belonging to the two ‘pedestrian’ genres of the classical age, satire and epigram. This essay analyses the rewritings, the metaliterary motifs and the conceptual parallelisms that link the fifteenth-century epistolary collection with Horace’s Satires and Martial’s Epigrams, of which Calenzio proves to be an attentive reader.

    4. Recensioni
      • Ilaria Macera

        In trincea. Gli scrittori alla Grande Guerra. Atti del Convegno Internazionale di Studi, Firenze, 22-24 ottobre 2015, a cura di Simone Magherini, Firenze 2017 - pp. 401-404

      • Pietro Sisto

        Antonio Lucio Giannone, Sentieri nascosti. Studi sulla Letteratura italiana dell’Otto-Novecento, Lecce 2016 - pp. 404-405

      • Claudio Brancaleoni

        Raul Mordenti, I sensi del testo. Saggi di critica della letteratura, Roma 2016 - pp. 405-409

      • Simona Lomolino

        L’italiano alla prova dell’internazionalizzazione, a cura di Maria Agostina Cabiddu, prefazione di Francesco Sabatini, Milano 2017 - pp. 409-411

      • Gandolfo Cascio

        Giorgio Montefoschi, Il corpo, Milano 2017 - pp. 412-414

      • Paola Villani

        Fuoco. Terra. Aria. Acqua, a cura di Edoardo Sant’Elia, Lecce 2017 - pp. 415-418

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