1. Saggi
      • ARNALDO DI BENEDETTO

        Federico Patetta e la «Nencia da Barberino» - pp. 3-8

        Si discute dell’attribuzione della Nencia da Barberino a Lorenzo dei Medici; gli fu attribuita già da Benedetto Varchi nel 1570. Ma nel 1934 Federico Patetta, storico del diritto, ritrovò e pubblicò la terza redazione dell’opera composta da 39 ottave ed avanzò l’ipotesi che l’opera fosse costituita da ottave scritte da autori ignoti e riordinate da Lorenzo il Magnifico. Questa ipotesi fu poi corretta dal Patetta che negava sia questa attività di raccoglitore sia la paternità dell’opera a Lorenzo dei Medici. Ne nacque un lungo dibattito critico con varie ipotesi; ma oggi è generalmente accolta l’attribuzione a Lorenzo dei Medici. ★ The attribution of Nencia da Barberino to Lorenzo dei Medici is a controversial issue. The poem was attributed to him by Benedetto Varchi in 1570. However, in 1934 Federico Patetta, a law scholar, found and published the third version of the work, composed in 39 octaves, and put forward the idea that it consisted of octaves written by unknown authors and then pieced together by Lorenzo the Magnificent. This hypothesis was later revised by Patetta who rejected both the “assembly” idea and Lorenzo dei Medici’s paternity. There ensued a long scholarly debate with varying points of view. Today, most are willing to attribute the poem to Lorenzo dei Medici himself

      • Cristiano Amendola

        Felice Feliciano epistolografo. Sondaggi sul codice Canon. Ital. 15 della Bodleian Library di Oxford e ipotesi per una cronologia degli epistolari - pp. 9-48

        Gli studiosi, che, nel passato, si sono interessati alla multiforme attività di Felice Feliciano, hanno messo in luce il profilo di un intellettuale colto e attentissimo agli stimoli del suo tempo. Numerosi aspetti di questa straordinaria personalità restano, tuttavia, ancora da sondare. La sua produzione epistolare, ad esempio, è nota solo attraverso la recente pubblicazione di una raccolta non autografa (2010). Il presente studio si prefigge di ampliare le conoscenze sul Feliciano epistolografo attraverso l’analisi della silloge trasmessa dal cod. Canon. Ital. 15 (Bodleian Library, Oxford), una raccolta di lettere autografa ancora oggi troppo poco nota anche agli studiosi dell’umanista veronese. ★ Past scholars who have taken an interest in the multifaceted activity of Felice Feliciano have brought to light the profile of a well-educated intellectual, highly attentive to the stimuli of his period. Nevertheless, numerous aspects of this extraordinary character are yet to be explored. For instance, his epistolary production is solely known through recent publications of a non-autograph anthology (2010). The present study aims to widen our understanding of Feliciano’s epistolary work through the analysis of the anthology present in Cod. Canon. Ital. 15 (Bodleian Library, Oxford), an autograph collection of letters which to date has been rather neglected, even by scholars of the humanist from Verona.

      • ARTURO MAZZARELLA

        «Il poeta moderno». Sulla poesia ingenua e sentimentale di Leopardi - pp. 49- 62

        Il saggio analizza la svolta leopardiana che, attorno al 1819, segna il passaggio dall’”immaginazione” al “sentimento” e fonda una definizione del “poeta moderno”, come filosofo, capace di superare le illusioni offerte dalla poesia del passato con la consapevolezza di una nuova condizione della poesia e di chi la pratica. Ricordando Hölderlin e Keats o Schiller, si analizza il passaggio da una Stimmung “fantastica” ad una “sentimentale”. Per Leopardi solo gli antichi erano poeti, ma la nuova consapevolezza del moderno consente di cogliere ed enfatizzare la distanza tra immagine e vero e disegnarne la loro radicale divergenza. ★ This essay looks at the shift in Leopardi’s writing around 1819 from “imagination” to “sentiment” and offers a definition of the “modern poet” as a philosopher who is able to go beyond the illusions conjured up by previous poetry through an awareness of the new condition of poetry and of its practitioners. With reference to Hölderlin and Keats or Schiller, it looks at the passage from a “fantastic” Stimmung to a “sentimental” one. According to Leopardi, only the ancients were true poets. However, a new awareness of modernity makes it possible to perceive and emphasise the distance between image and reality, highlighting their radical divergence.

      • Nunzio Ruggiero

        Zumbini e Pèrcopo all’Università di Napoli. Parabole della scuola storica meridionale tra Otto e Novecento - pp. 63-83

        Le biografie parallele di due seguaci della scuola storica come Bonaventura- Zumbini e il suo scolaro Erasmo Pèrcopo, l’uno autorevole ordinario di Letteratura italiana, l’altro aspirante a una meta mai raggiunta nei ranghi dell’Università di Napoli, configurano due opposte parabole intellettuali, osservate nel vario contesto della vita letteraria e accademica napoletana, lungo il cinquantennio compreso tra la metà degli anni Settanta del XIX e la metà degli anni Venti del XX secolo. La presente ricerca si avvale di documenti inediti conservati presso la Società Napoletana di Storia Patria, la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce e la Biblioteca Nazionale di Napoli. ★ The parallel biographies of two followers of the “historical method”, namely Bonaventura Zumbini and his disciple Erasmo Pèrcopo, epitomize two divergent intellectual journeys. Their careers, the former holding a prestigious chair of Italian Literature, the latter an aspiring academic who failed to obtain a faculty position, will be analyzed in the context of the multifaceted academic and literary milieu in Naples, in the fifty years between the end of the 19th century and the beginning of the 20th century. This study relies on unpublished documents from the Società Napoletana di Storia Patria, the Fondazione Biblioteca Benedetto Croce and the Biblioteca Nazionale di Napoli.

      • Virginia di Martino

        «La storia della nostra vita». Autobiografia di uno spettatore di Italo Calvino - pp. 86-102

        In Autobiografia di uno spettatore (1974) Calvino ripercorre il proprio rapporto con il cinema. Il bisogno che spinge Calvino verso le sale cinematografiche è quello della distanza, che motiva tante sue pagine. Da questo amore per ciò che è lontano deriva anche l’avversione per il doppiaggio o per film che cerchino di riprodurre mimeticamente la realtà, insieme alla delusione nel constatare che esso si è angosciosamente trasformato, negli anni della maturità, «nel cinema della vicinanza assoluta». ★ In Autobiografia di uno spettatore (1974) Calvino describes his relationship with cinema. What draws him towards cinema is the need for distance, that same need that motivates much of his writing. The love for what is faraway goes to explain Calvino’s dislike for dubbing or for films that attempt to mimic reality, together with his disappointment upon realizing that cinema has sadly become, in its maturity, a “cinema of absolute proximity”.

      • Alessandro Carandente

        Pontiggia e la critica del linguaggio - pp. 103-129

        Questo è un saggio organizzato in una duplice direzione; se da un lato reagisce all’impasse ontologica che fa coincidere il linguaggio col pensiero, dall’altro risponde con una critica serrata al costume di un’intera società. Per restituire vitalità, energia e forza durevole alle parole, approda infine allo stile come conquista etica, all’inserzione dell’aforisma narrativo con la sua brevitas nel corpo scritturale dell’opera. ★ This essay moves in two directions. If on the one hand it reacts against the ontological impasse that equates language with thought, on the other it answers with a strong critique relating to the habits of an entire society. In order to return vitality, energy and lasting strength to the written word, it considers style as being an ethical conquest, looking at the inclusion of the narrative aphorism, with its brevity, within the body of the written work.

    2. Meridionalia
      • ALDO MARIA MORACE

        Narrazione e memoria in Zanotti Bianco - pp. 131-144

        Splendida figura di missionario laico, per tutta la vita apostolo di crescita civile e culturale per le popolazioni dell’estremo Sud, oppresse dal disinteresse dello Stato, Umberto Zanotti Bianco è stato anche raffinato scrittore. In questo contributo si analizza puntualmente la prosa di Tra la perduta gente (1959), il volume in cui raccolse – a più di trent’anni dalla loro composizione – sette narrazioni documentarie (tra cronaca e memoria, tra esistenza e storia) sui ‘dannati della terra’ e sulla insoffribilità del loro «malvivere». ★ A magnificent figure of a lay missionary, throughout his life Umberto Zanotti Bianco committed himself to the civil and cultural growth of the populations of the deep South of Italy, oppressed by the disinterest of the state. Zanotti Bianco was also a refined writer: the present work offers an in-depth analysis of the prose of Tra la perduta gente (1959), a volume which gathers together, thirty years after their composition, seven documentary stories (between chronicle and memory, existence and history) on the “dannati della terra” (“the wretched of the Earth”) and the pain of their «malvivere».

    3. Contributi
      • Ilaria Muoio

        Fenomenologia del naso tra Capuana e Pirandello. Il caso Roxa-Pascal - pp. 145-158

        La topica del naso e il valore polisemantico attribuito alla sfera olfattiva ricorrono con continuità nella novellistica di Luigi Capuana, accompagnando l’evoluzione della poetica e del metodo dell’autore, dal determinismo fisiognomico degli anni Settanta dell’Ottocento alla scomposizione umoristica dei primi del Novecento. Si propone una lettura della novella Il caso di Emilio Roxa alla luce del dispositivo intertestuale e dei rapporti Capuana-Pirandello. ★ The topic of the nose and the complex meaning attributed to the sense of smell recur continually in Luigi Capuana’s short stories. They accompany the development of his poetics and method from the physiognomic determinism of the 1870s to the humoristic turn at the beginning of the twentieth century. This essay offers a reading of the short story entitled Il caso di Emilio Roxa from an intertextual standpoint and with regard to the relationship between Capuana and Pirandello

      • Fabrizio Miliucci

        Guido Gozzano e “la film” - pp. 159-170

        L’articolo offre una panoramica dell’attività cinematografica di Guido Gozzano. Sebbene l’avvicinamento alla settima musa abbia occupato gli ultimi anni di vita del poeta, con risultati dubbi e di difficile ricostruzione, alcuni elementi, come la sceneggiatura del film San Francesco d’Assisi, fanno intravedere un rapporto giunto a maturazione e pronto ad evolvere, basato su presupposti ambivalenti, che da una parte respingono e dall’altra accolgono le istanze della nuova arte. ★ This article provides an overview of Guido Gozzano’s work for the cinema. Although his interest in the medium dates back to the end of his life, with dubious results that are hard to reconstruct, certain elements, such as the screenplay for Saint Francis of Assisi, suggest a mature relationship, one ready to evolve on the basis of ambivalent presuppositions that simultaneously refute and embrace the requirements of the novel art form.

      • Valentino Baldi

        Commemorazione definitiva del personaggio-critico. Riflessione sullo stato di crisi permanente della critica letteraria - pp. 171-186

        In questo saggio l’autore riflette sulle condizioni della critica letteraria italiana, prendendo in particolare considerazione lo statuto della critica militante. Il saggio prende avvio dalle riflessioni sulla crisi della critica di Cesare Segre e Romano Luperini, ma poi si concentra su quei testi che tentano nuove forme di militanza attraverso il sempre più massiccio ricorso a elementi autobiografici e autofinzionali. ★ In this essay the author dwells on the condition of Italian literary criticism, especially the status of militant criticism. Beginning with the reflections of Cesare Segre and Romano Luperini on the crisis of literary criticism, the essay focuses on those texts that attempt new forms of militancy through the intense use of autobiographical and self-fictional features.

    4. Recensioni
      • Erika Dumas

        Giuseppe Chiecchi, Nell’arte narrativa di Giovanni Boccaccio, Firenze 2017 - pp. 187-189

      • Anna Cerbo

        Carlo Vecce, La biblioteca perduta. I libri di Leonardo, Roma 2017 - pp. 189-192

      • Paola Trivero

        Paolo Regio, Lucrezia, edizione, introduzione e note di Anna Cerbo, Napoli 2017 - pp. 193-195.

      • Claudio Mariotti

        Gianni Oliva, D’Annunzio. Tra le più moderne vicende, Milano 2017 - pp. 195- 198

      • Viviana Tarantino

        Raffaele Cavalluzzi, La crudeltà dello scrittore, Bari 2017 - pp. 198- 200

      • Salvatore Renna

        Giulio Iacoli, A verdi lettere. Idee e stili del paesaggio letterario, Firenze 2016 - pp.

      • Laura Diafani

        Fabrizio Scrivano, Oggi il racconto. Come resistere alla banalità dell’informazione, Milano 2016 - pp. 201-204

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