1. Saggi
      • ANNARITA PLACELLA

        «Vidi cose che ridire / né sa né può chi di là sù discende». Dante poeta-teologo e il modello paolino di visione e profezia - pp. 641-666

        Il costante misurarsi di Dante col paradigma paolino di visionario si rivela la chiave privilegiata per accedere alle strutture profonde della coscienza che Dante aveva delle modalità e degli scopi della propria visione. Nei riferimenti testuali alle visioni sulla via di Damasco e del terzo cielo si alternano, nel giro anche di uno stesso verso, consapevolezza della continuità e consapevolezza del ‘superamento’ di San Paolo.★Dante’s constant interest in the Pauline paradigm of the visionary proves vital for understanding the profound structures of his consciousness of the modes and purposes of his own vision. In the textual references visions on the road to Damascus and of the third heaven are accompanied, even within the space of a single verse, by the awareness of the continuity and of the “surpassing” of Saint Paul

      • ANNA RITA RATI

        Sul Canzoniere di Lorenzo Spirito Gualtieri - pp.

        La lettura delle rime d’amore di Lorenzo Spirito Gualtieri, fondata su una puntuale ricognizione degli autografi H 64 della Biblioteca Comunale “Augusta” di Perugia e 232 della Classense, attesta con tutta evidenza la loro connessione con il grande modello dei Fragmenta petrarcheschi. La fenomenologia amorosa che è al centro di esse prescinde però dalla sua struttura profonda, esibendo temi e stilemi ossessivamente ripetitivi. Si riproducono, a conclusione del saggio, cin-que sonetti del poeta. ★ A reading of Lorenzo Spirito Gualtieri’s love poetry, based on the examination of the autographs H 64 in the Biblioteca Comunale “Augusta” in Perugia and 232 at the Classense, highlights its ties with the grand model of Petrarch’s Frag-menta. the amorous phenomenology at its core ignores however Petrarch’s structural complexity, manifesting obsessively repetitive themes and stylistic traits. the essay ends with five sonnets by the poet.

      • PATRIZIA CASTELLI

        «Theophrastus humanas affectiones depingere novisset». La crisi della teoria delle proporzioni: fisiognomica, caratteri, affetti - pp. 687-719

        Queste note riguardano la traduzione dei Caratteri di Teofrasto da parte di Willibald Pirckheimer, amico e consigliere di albrecht Dürer, a cui li dedica nel 1527, suggerendogli di illustrarli. a tal proposito ho ripercorso la storia della teoria delle proporzioni, della fisiognomica, dei caratteri e degli ‘affetti’ da le-on Battista alberti a Gian Paolo lomazzo per indicare il complicato intreccio delle proporzioni matematiche ai moti dell’anima che Dürer espone e rappre-senta nei trattati e nei suoi autoritratti. ★ these notes concern the translation of theophrastus’ Characters by Willibald Pirckheimer, a friend and advisor of albrecht Dürer, to whom he dedicated the work in 1527, suggesting that he might wish to illustrate it. in this regard i have traced the history of the theory of proportions, of physiognomy and of “affec-tions” from leon Battista alberti to Gian Paolo lomazzo in order to show the complex intertwining of mathematical proportions and emotions that Dürer displays and represents in his treatises and in his self-portraits.1.

      • Alviera Bussotti

        Bivi tra accademia e corte. Ercole e la virtù nella Toscana di primo Settecento - pp.

        Il saggio evidenzia la persistenza dell’uso del paradigma, etico e retorico, della figura di Ercole al bivio nelle esperienze letterarie del Granducato di Toscana nel primo Settecento. Attraverso l’analisi di alcuni contributi di Antonio Maria Salvini in seno all’accademia degli Apatisti e del panegirico Il tempio della Virtù (1707) del meno noto Carlo Angelo Mazza, l’articolo ricostruisce la vitalità del ricorso alla favola di Prodico di Ceo e la sua lettura attualizzante. ★ This essay highlights the continuing use of the ethical and rhetorical paradigm of the figure of Hercules at the crossroads in the literature of the Grand Duchy of Tuscany during the early Eighteenth century. By means of the analysis of several contributions by Antonio Maria Salvini within the Accademia degli Apatisti and of the panegyric Il tempio della Virtù (1707) by the less well-known Carlo Angelo Mazza, the article reconstructs the vitality of the reuse of Prodicus’ tale and the way in which it was modernised.

      • SIMONE MAGHERINI

        I consulti medici di Francesco Redi - pp. 721-745

        Agli inizi del Seicento la scienza medica in Italia s’indirizza gradualmente verso l’applicazione del nuovo metodo sperimentale galileiano, che invita a leggere il «libro della natura» (e quindi anche il corpo umano) in termini matematico- meccanici. Il saggio intende indagare, attraverso una lettura critica dei Consulti medici, il contributo originale dell’empirismo di Francesco Redi alla riforma morale della professione medica. ★ At the beginning of the Seventeenth century Italian medical science gradually started putting into practice Galileo’s new experimental method which suggests that the “book of nature” (and thus the human body) should be read from a mathematical-mechanical standpoint. This essay aims to study, through a critical reading of Consulti medici, the original contribution of Francesco Redi’s empiricism to the ethical reform of the medical profession.

      • ANNA CERBO

        Giacomo Leopardi e l’Europa letteraria contemporanea - pp. 769-785

        Scorrendo gli Elenchi delle letture leopardiane, il saggio studia le conoscenze che Leopardi ebbe della letteratura europea contemporanea e prende in esame la critica che il Recanatese mosse al Romanticismo, prima nel Discorso di un italiano, successivamente nell’Epistolario e negli appunti dello Zibaldone che presentano una puntuale caratterizzazione delle singole letterature europee, col rilievo di una serie di sottili differenze. Attraverso una critica acuta e costruttiva, confrontando gli eccessi delle nuove poetiche con i modelli classici, Leopardi realizza la poesia dei Canti e la prosa moderna e filosofica delle Operette morali. ★ This essays investigates Leopardi’s knowledge of contemporary European literature and looks at his criticism of Romanticism, first in Discorso di un italiano, then in Epistolario and in the notes from Zibaldone that offer a detailed overview of European literature country by country, demonstrating a series of subtle differences. Through penetrating and constructive criticism, comparing the more extreme modern literary tendencies with classical models, Leopardi creates the poetry of Canti and the modern and philosophical prose of Operette morali.

    2. Meridionalia
      • MARIELLA MUSCARIELLO

        Il Principe e il maestro. Lampedusa, Sciascia e il Risorgimento - pp. 787-796

        Nel 1958 vengono pubblicati Il Gattopardo di Tomasi di lampedusa e Il quarantotto di Sciascia. l’analisi testuale del racconto sciasciano, fatta al controluce del romanzo lampedusiano, evidenzia le differenti fisionomie intellettuali dei due scrittori che si palesano nelle rispettive intenzionalità narrative, nelle forme e nello stile con cui entrambi rivisitano il risorgimento. ciò nonostante il Principe e il maestro si incontrano sul terreno della comune revisione critica di un’epopea, quella risorgimentale, che fu, soprattutto per la Sicilia, “un’epopea senza eroi”. ★ in 1958 Tomasi di lampedusa’s The Leopard and sciascia’s Il quarantotto were published. The textual analysis of sciascias’s short story, compared and con-trasted with The Leopard, highlights the different intellectual natures of the two writers, evident in the respective narrative intentions, in the forms and in the style with which both tackle italian unification. Nonetheless, the Prince and the master find common ground in their critical revision of an age, that of italian unification, which was, above all for sicily, one “without heroes”

    3. Contributi
      • FRANCESCO SIELO

        Ungaretti e l’arte informale: l’ossessione apocalittica della materia - pp. 797-812

        Nella riflessione di Ungaretti risulta centrale l’opposizione all’ossessione lirica della materia propria dei futuristi: parallelamente tuttavia il poeta dimostra un’intensa attenzione, in diversi saggi critici, verso l’arte informale e le poetiche della materia di Fautrier, Burri e Michaux. Nell’Informale Ungaretti vede la protesta di un uomo disumanizzato dalla macchina, che si esprime attraverso un linguaggio ormai ridotto a pura materia, per riuscire a testimoniare la «di-smisura da apocalisse» del nostro tempo. ★ If on the one hand Ungaretti objected to the lyrical obsession with material typical of the Futurists, on the other hand he showed a deep interest, in his critical essays, towards non-representational art and the material poetics advo-cated by Fautrier, Burri and Michaux. In non-representational art Ungaretti saw the rebellion of man dehumanized by machines, a protest centred on a lan-guage whittled down to pure material, aiming to bear witness to the “apocalyp-tic excess” of our time.

      • ELLA IMBALZANO

        Le visionarie microstorie degli «indigenti» di Matteo Collura - pp. 813-825

        Questo romanzo disgrega le residue resistenze del neorealismo mediante una scrittura che, in sintonia anche con un clima diffuso della narrativa d’oltreoce-ano, inietta nella cronaca e in un tassello della Storia una tensione visionaria in grado di slanciare le più elementari esigenze esistenziali di un umile microco-smo palermitano verso il sogno di un riscatto. Da qui, un tono epico-lirico al quale è controcanto il larvato commento che l’autore accorda al grido e all’ele-gia di fondo. ★ This novel disrups the remaining endurance of neo realism through the use of a writing that, according to the overseas popular way of story-telling, instils into the chronicle and in an inlay of History e visionary look able to launch the very basic existential needs of a poor microcosm in Palermo towards a dream of redemption. From thi outlook it appears an epic-lyrical tone whose counter melody is the veiled comment that the writer tunes to the sufferings and the hidden elegy.

    4. Note e discussioni
      • ENNIO SCANNAPIECO

        Il Maelström di Norvegia descritto nell’Jcosameron: un’ulteriore critica al romanzo-fiume di Giacomo Casanova - pp. 827-833

        Localmente noto come Moskenstraumen, il Maelström è un fenomeno marino localizzato tra due isole della Norvegia settentrionale, divenuto leggendario nel corso del Medio Evo, e che è stato introdotto per la prima volta nella letteratura d’invenzione dal veneziano Giacomo Casanova nelle pagine del suo ponderoso romanzo Jcosameron (1787). Il saggio si propone tuttavia di dimostrare che, a fronte dell’impressionante lunghezza del romanzo, la descrizione del Maelström vi appare sbrigativa e letterariamente insoddisfacente, mentre si cerca di dare, nel contempo, una spiegazione di ordine filologico-linguistico al termine “Maelstrand” che Casanova volle adoperare al posto di quello più comunemente usato ai suoi tempi. ★ Giacomo Casanova (1725-1798) was without doubt the first author to write about the sinister legend of the Norwegian maelstrom, in his 1787 novel Jcosameron. This essay demonstrates that, compared with the impressive length of the work, the description of the phenomenon is hurried and disappointing from a literary standpoint. It also attempts to offer a philological-linguistic explanation for the inexact term of “Maelstrand” used in the novel.

    5. Recensioni
      • ANNALISA CHIODETTI

        Mirko Tavoni, Qualche idea su Dante, Bologna 2015 - pp. 835-839

        Dante Alighieri

      • JOHN BUTCHER

        Dennis Weh, Giovanni Pontanos Urania Buch 1. Einleitung, Edition, Übersetzung und Kommentar, Wiesbaden 2017 - pp. 840-843

        Pontano Giovanni Weh Dennis

      • PATRIZIA C. HANSEN

        Giani Stuparich, L’opera di Pasquale Besenghi degli Ughi, a cura di Waltraud Fischer, Trieste 2016 - pp. 844-845

      • MARIO AVERSANO

        William Blake, Visioni e profezie. Inquadratura traduzioni e commenti di Pasquale Maffeo, Minturno (LT) 2017 - pp. 845-848

      • UGO PISCOPO

        Carlangelo Mauro, Liberi di dire. Saggi sui poeti contemporanei, Avellino 2017 - pp. 848-849

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