1. Saggi
      • Eugenia Fosalba

        Tracce di una precoce composizione (ca. 1525-1533) del De Poeta di Minturno. A proposito della sua possibile influenza su Garcilaso de la Vega - pp. 627-650

        Sulla reciproca conoscenza tra Garcilaso de la Vega e Antonio Minturno non sussistono dubbi. Il presente contributo muove dall’obiettivo di verificare se tale conoscenza possa estendersi, oltre all’attività poetica dell’umanista di Traetto, anche alla teoria poetica esposta nel De poeta. Vengono così riesaminate tutte le testimonianze che concorrono a determinare la composizione del trattato minturniano, che, pur pubblicato nel 1559, si rivela già elaborato nel periodo 1525-1533 e perciò possa essere considerato tra le letture possibili di Garcilaso durante la sua permanenza a Napoli (1532-36). ★ There can be no doubt that Garcilaso de la Vega and Antonio Minturno knew each other. This contribution aims to find out whether this mutual knowledge can be extended, beyond the poetry of the humanist from Traetto, to include the poetic theory expounded in De poeta. It evaluates all the evidence concerning the composition of Minturno’s treatise that, although published in 1559, proves to have been written in the period 1525-1533 and therefore may be considered amongst Garcilaso’s possible reading material during his time in Naples (1532- 36). In un saggio pubblicato poco più di un lustro fa, avevo già indagato alcune chiavi teoriche delle egloghe del toledano1. Vari decenni prima, E. L. Rivers aveva acutamente individuato il filo di una riflessione metapoetica oltre i veli che coprivano la voce del poeta nel ricamo di Nise, che gli sembravano un’anticipazione della sintesi teorica di Sca- Universitat de Girona; eugeniafosalba@gmail.com 1 Cfr E. Fosalba, Implicaciones teóricas del alegrorismo autobiográfico en la Egloga III de

      • Pasquale Tuscano

        Allegoria e satira nelle metafore del Parnaso e del Mecenate del poeta perugino Cesare Caporali (1531-1601) - pp. 651-668

        Cesare Caporali (1531-1601) occupa un posto di rilievo tra i poeti mecenati del nostro secondo ‘500. Inaugura originalmente quella che sarebbe stata la poesia bernesca, volgendola verso la dissoluzione dell’eroico, con la conseguente caricatura dell’orgoglio umanistico. Con il Viaggio di Parnaso(1582) e la Vita di Mecenate (1591), rimane l’inventore di una ‘formula’ di satira, alla quale, tra gli altri, s’ispirarono, nelle loro relative opere, Traiano Boccalini e Miguel de Cervantes. ★ Cesare Caporali (1531-1601) occupies a prominent position among the poetpatrons to have emerged from late Sixteenth-century Italy. He inaugurates originally that which would become Bernesque poetry, adapting it towards the dissolution of the heroic element with the consequent caricature of humanist pride. With the Viaggio di Parnaso (1582) and the Vita di Mecenate (1591) he invents a satirical “formula” that inspired, amongst others, Traiano Boccalini and Miguel de Cervantes.

      • Ambra Carta

        L’Umanesimo civile e cristiano di Giuseppe Antonio Borgese - pp. 669-684

        Il saggio offre una riflessione sulla prospettiva simbolico-religiosa che anima l’intera attività letteraria e diplomatico-politica di Borgese, dagli anni prebellici fino alla morte. Gli scritti di natura saggistica, le riflessioni critiche in rivista, infine, il primo suo romanzo, Rubè (1921), mostrano quanto radicata fosse nello scrittore l’esigenza di un rinnovamento morale attraverso l’edificazione di una nuova cultura, di un mondo nuovo. L’impegno politico-culturale profuso negli anni del secondo dopoguerra costituisce l’epilogo di una ininterrotta ricerca di utopia nel segno di un umanesimo civile e cristiano. ★ This essay looks at at the symbolic-religious perspective that animates the entire literary and diplomatic-political activity of Borgese, from the pre-war years until his death. His essays, his critical reflections in journals and his first novel, Rubè (1921), show the degree of importance the author attached to a moral renewal by means of the construction of a new culture, of a new world. His political engagement after the Second World War forms the epilogue to a long search for utopia marked by a civil and Christian humanism.

      • MIMMO CANGIANO

        Gozzano (o del Modernismo apparente) - pp. 685-706

        L’articolo si propone di mostrare come la poetica di Gozzano possa aiutarci a chiarificare i termini della penetrazione in Italia delle grandi tematiche moderniste che, negli stessi anni, stanno diventando egemoniche nel resto d’Europa. Si spiega però poi come tali tematiche appaiano in Gozzano a significare una prospettiva radicalmente differente rispetto a quella degli autori modernisti tout court. ★ The article points out how Guido Gozzano’s poetic clarifies the presence in Italy of the major modernist topics that, in the same years, were becoming hegemonic in the rest of Europe. Yet, the article then specifies how these very topics indicate in Gozzano’s work a perspective radically different respect to modernist writers tout court.

      • Francesco Giusti

        Tra il «bruco defunto» e la «farfalla apparitura».Gozzano e la crisalide del Modernismo - pp. 707-732

        La poesia di Gozzano non è pienamente ascrivibile al Modernismo né completamente al di qua di esso. Resta intenzionalmente in quello stato intermedio che più tardi il poeta ritroverà nello stadio della crisalide descritto nelle Farfalle. Da questa posizione Gozzano sviluppa una consapevolezza critica dell’ironia racchiusa nella storia che impedisce ogni fiducia nell’autenticità umana e conduce l’io lirico a considerarsi un personaggio creato dalle circostanze socio-culturali in cui si opera. ★ Gozzano’s poetry is neither fully ascribable to Modernism nor completely behind it. It intentionally lingers in an intermediate state that will later be reflected by the chrysalis stage described in Le Farfalle. From this position, Gozzano develops a critical awareness of the irony embedded in history that impedes any candid trust in human authenticity, and leads the speaker to consider himself as a character created by the socio-cultural circumstances in which he has to exist.

      • Stefano Lazzarin

        Tracce del fantastico nel Padrone (1965) di Goffredo Parise - pp. 733-762

        Il saggio indaga sulle presenze del fantastico nell’opera di Goffredo Parise, con particolare riferimento a un romanzo che si inscrive nell’orizzonte della letteratura industriale: Il padrone (1965). Atmosfere kafkiane, spettralizzazione del reale, animalizzazione e metamorfosi, procedure del grottesco, temi del deforme e del mostruoso, problematica dell’animazione dell’inanimato e della vita e dell’intelligenza artificiale: i segnali della ‘fantasticizzazione’ del testo di Parise sono molteplici, e altrettanto numerose le piste che conducono al perturbante di matrice fantascientifica. ★ This essay investigates the presence of the fantastic in Goffredo Parise’s writing, especially in a novel that relates to industrial literature: Il padrone (1965). Kafkaesque atmospheres, spectralisation of reality, animalisation and metamorphosis, grotesque procedures, themes of the deform and monstrous, problems of the animation of the inanimate and of artificial life and intelligence: the signs of the “fantasticisation” in Parise’s text are manifold; equally numerous are the roads that lead to that perturbing quality deriving from the fantastic.

    2. Meridionalia
      • LUCA TORRE

        Un “rattoppo” tipografico alla princeps dei Sonetti et canzoni di Sannazaro - pp. 763-770

        Una ricognizione sugli esemplari superstiti della princeps dei Sonetti et canzoni di Sannazaro (1530) ha consentito di mettere in luce un piccolo incidente tipografico, una svista compositiva rilevata in un luogo “forte” del testo (il titolo che precede i componimenti della «prima parte» nella silloge). A partire dal rilevamento di tale errore, corretto ingegnosamente in tipografia con un semplice ed efficace espediente, è possibile svolgere qualche ulteriore considerazione circa i primi anni di attività nel Viceregno dello stampatore alsaziano e aggiungere una breve riflessione all’ampiamente dibattuta quaestio dell’assetto della raccolta sannazariana. ★ An examination of the remaining copies of the first edition of the Sonetti et canzoni by Sannazaro (1530) reveals a small printing accident, a typesetting error found in an important position in the text (the title that precedes the poems in the “prima parte” of the collection). Following the observation of this error, ingeniously amended in the print house by means of a simple but effective expedient, it is possible to offer several further thoughts concerning the early years of activity in the Viceroyalty of the Alsatian printer and add a short reflection on the widely discussed topic of the structure of Sannazaro’s collection.

    3. Contributi
      • Paolo Senna

        Alvaro, Moravia, Montale: tre interviste sulla repubblica (maggio 1946) - pp. 771-786

        Nel maggio 1946, nel pieno del dibattito politico sulle elezioni del 2 giugno, il quotidiano «l’Unità» pubblicò tre brevi interviste ad altrettanti celebri scrittori: Corrado Alvaro (5 maggio), Alberto Moravia (15 maggio) e Eugenio Montale (29 maggio). I testi, che non risultano essere stati successivamente ripresi nelle edizioni delle opere degli autori e che vengono ripubblicati in questa nota, rappresentano l’interessante contributo di questi intellettuali alla discussione intorno alla forma istituzionale dello stato che sarebbe stata scelta con il referendum e ne documentano il pensiero politico nell’imminenza di quell’importante appuntamento storico. ★ In May 1946, in the thick of the political debate regarding the election of 2 June, the daily “L’Unità” published three short interviews with just as many wellknown writers: Corrado Alvaro (5 May), Alberto Moravia (15 May) and Eugenio Montale (29 May). The texts, that do not seem to have been later included in the editions of the authors’ writings and that are here republished, represent an interesting contribution of these intellectuals to the discussion surrounding the institutional form of the state due to be selected by the referendum, documenting their political thinking immediately before that important historical date.

      • IRENE CHIRICO

        Figure finite e infinite storie: i tarocchi tra immagine e racconto in Calvino - pp. 787-808

        Dai tarocchi di Marsiglia ai tarocchi del mazzo visconteo Calvino sviluppò il rapporto tra figura e scrittura, tra immagine e testo. Si trattò di una complicata esperienza letteraria alla scoperta di quella “macchina narrativa combinatoria” che non gli riuscì mai di definire organicamente, nonostante il provvisorio approdo ai due scritti Il castello dei destini incrociati e La taverna dei destini incrociati. Su questo complesso rapporto tra l’arte dello scrivere e quella dell’esprimersi per immagini si avvia qui una riflessione, anche con riferimento all’uso rinascimentale delle figure dei tarocchi come gioco di abilità verbale e di identità sociale. ★ From the Marseilles tarots to the Visconti deck of tarots Calvino developed the relationship between figure and writing, between image and text. His was a complicated literary experience intent on discovering that “combinatorial narrative machine” that he never managed to define organically, despite the provisional milestones offered by Il castello dei destini incrociati and La taverna dei destini incrociati. This essay investigates the complex relationship between the art of writing and that of expressing oneself through images, referring furthermore to the Renaissance usage of tarot figures as a game of skill and social identity.

    4. Recensioni
      • Guido Laurenti

        Domenicani e la letteratura, a cura di P. Baioni, Introduzione di C. Delcorno, Biblioteca della «Rivista di letteratura italiana», 24, Pisa-Roma 2016 - pp. 80-814

      • Fara Autiero

        Andrea Battistini, La retorica della salvezza. Studi danteschi, Bologna 2016 - pp. 814-816

      • John Butcher

        Matteo Soranzo, Poetry and identity in Quattrocento Naples, Farnham / Burlington 2014 - pp. 816-820

      • Giuseppe Andrea Liberti

        Daniela De Liso, Da Masaniello a Eleonora Pimentel. Napoli tra storia e letteratura, Napoli 2016 - pp. 820-822

      • Guido Baldi

        Matteo Sarni, L’enigma dell’altro. La «Bibbia» nei «Promessi Sposi», Alessandria 2016 - pp. 822-826

      • Carmine Chiodo

        Giuseppe Antonio Camerino, Primo Novecento. Con analisi specifiche su Pascoli, d’Annunzio, Saba e Montale, Avellino 2015 - pp. 826-829

      • Fabio Pierangeli

        Alberto Comparini, Iride. L’Alcesti di Montale, nuova edizione aggiornata, Borgomanero (Novara) 2014 - pp. 829-832

      • Raffaella Marchese

        Rosanna Pozzi, Nove poeti per Mario Luzi, prefazione di Stefano Verdino, Roma 2015 - pp. 832-833

      • Fara Autiero

        Le carte e i discepoli. Studi in onore di Claudio Griggio, a cura di F. di Brazzà, I. Caliaro, R. Norbedo, R. Rabboni, M. Venier, Udine 2016 - pp. 833-836

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