1. Saggi
      • Daniela De Liso

        Per uno studio dei rapporti tra letteratura e pittura nel Seicento - pp. 211-224

        Le interconnessioni tra letteratura e pittura nel Seicento sono state, sin dall’800, indagate per lo più da storici dell’arte, raramente da critici letterari. Questa prospettiva, fortemente sbilanciata, ha finito per costruire l’immagine di una letteratura ancella della pittura nel Seicento. Il contributo intende delineare un quadro dei rapporti tra letteratura e pittura nell’Italia del Seicento, in cui da Milano a Bologna, a Firenze, Roma e Napoli s’incontrano pittori-poeti, poeti ispirati da tele famose e trattatisti che, a partire dall’assunto oraziano dell’ut pictura poësis, costruiscono la nuova retorica dell’arte nell’Italia della Controriforma. ★ Since the Nineteenth century, the ties between literature and painting in the Seventeenth century have been studied mainly by art historians, rarely by literary critics. This strongly imbalanced reading has led to the idea of literature being a maidservant to painting in the Seventeenth century. This study aims to offer an overview of the relationship between literature and painting in Seventeenth- century Italy, where Milan, Bologna, Florence, Rome and Naples furnished painter-poets, poets inspired by famous canvases and writers of treatises who, taking their lead from Horace’s ut pictura poësis, constructed a new rhetoric of art in Counter-Reformation Italy.

      • Paola Marongiu

        L’Ascanio errante di Barbera Tigliamochi degli Albizi: un’Eneide rivisitata in versione toscana e femminista - pp. 225-252

        L’Ascanio errante è un poema epico in ottave della fiorentina Barbera Tigliamochi degli Albizi (1610-1696) che narra, insieme alle vicende di Enea esule da Troia, le gesta del figlio Ascanio e l’amore di questi per la guerriera Corintia regina di Fiesole da cui avrà origine la dinastia dei Medici. Il saggio analizza l’opera in relazione all’Eneide, alla Gerusalemme liberata e a situazioni tipiche del romanzo nelle quali le donne assumono un ruolo di primaria importanza. ★ The Ascanio errante is an epic poem in octaves by the Florentine Barbera Tigliamochi degli Albizi (1610-1696), recounting, together with the story of Aeneas’ exile from Troy, the deeds of his son Ascanius and the love of the latter for the warrior Corintia, a queen of Fiesole in whom the Medici dynasty will have its origins. The paper analyses the work in relation to the Aeneid, the Jerusalem Delivered and the novel’s typical situations in which women play a major role.

      • Arnaldo Di Benedetto

        Alfieri neoclassico - pp. 253-262

        Accostare la poesia di Vittorio Alfieri al gusto neoclassico (convivente col neogotico, e non sempre separabile da esso) non è operazione frequente. Eppure non mancano alcune, rare, sue dichiarazioni che inducono a collocarlo entro quella categoria. Alcuni cenni nelle sue liriche offrono caratteristiche immagini neoclassiche; altrettanto si può dire di alcuni paesaggi della Vita e delle Rime. Una sua sostanziale affinità col gusto neoclassico può inoltre essere indicata nella ricerca d’uno stile brachilogico, e nella semplificazione a cui egli sottopose le convenzioni del teatro tragico. «Dorica», «linearista», definirono la sua arte grandi letterati come Théophile Gautier e Egon Friedell. ★ It is somewhat unusual to draw a parallel between Vittorio Alfieri’s poetry and neoclassicism (closely related to neo-Gothic and not always separable from it). Nonetheless, the occasional comment by Alfieri leads us to consider him a member of this category. Elements in his lyric poems conjure up typical neoclassical images; the same may be said of certain landscapes in the Vita and the Rime. A major affinity with neoclassical tastes may be identified in the search for concision and in the simplification applied to the conventions of tragic theatre. Important writers such as Théophile Gautier and Egon Friedell defined Alfieri’s art as “Doric” and “uncomplicated”.

      • Sara Pasquet

        La tirannide riesce sempre la stessa. Alfieri e La Boétie - pp. 263-278

        Il saggio prende in esame l’influenza che il Discorso sulla servitù volontaria di La Boétie ha avuto sul pensiero politico di Alfieri. La prima parte dello studio affronta l’argomento da un punto di vista storico: si riassumono le vicende che riguardano la stampa e la diffusione del Discorso in Francia fino alla fine del XVIII secolo e si ricostruisce la cronologia dei rapporti che Alfieri ha avuto con l’opera dello scrittore francese. La seconda sezione, più corposa, presenta un approccio letterario alla questione, con il confronto tra i singoli passi delle due “tragedie di libertà” e del trattato Della tirannide e diverse parti del Discorso. ★ This essay looks at the influence of the Discours de la servitude volontaire by La Boétie on Alfieri’s political thinking. The first part tackles the issue from a historical standpoint, summarizing the events regarding the printing and circulation of the Discours in France up until the end of the Eighteenth century and reconstructing the chronology of the ties linking Alfieri to the French writer’s work. The second and longer section presents a literary approach to the question, comparing individual passages of the two “freedom tragedies” and the treatise Della tirannide with various parts of the Discours.

      • PIER ANGELO PEROTTI

        Don Abbondio e i bravi: anatomia di un colloquio - pp. 279-294

        Viene analizzato sotto tutti gli aspetti, compresi quelli psicologici e linguistici, l’incontro di don Abbondio con i bravi con cui si aprono i Promessi sposi, con particolare riferimento ai vari momenti del dialogo tra il curato e i messaggeri di don Rodrigo. L’attenzione è rivolta segnatamente alle formule utilizzate nel corso del colloquio, ed è frequentemente proposto il parallelo fra il testo dell’edizione definitiva del romanzo e quello del Fermo e Lucia. ★ This study analyses globally, including psychological and linguistic aspects, the meeting between don Abbondio and the “bravi” at the beginning of The Betrothed, focusing especially on the various phases of the dialogue between the curate and don Rodrigo’s messengers. Particular attention is devoted to the wording employed during the conversation, drawing frequent parallels between the text of the definitive edition of the novel and that of Fermo e Lucia.

      • Renate Lunzer

        Cavaliere rosso senza macchia e senza paura Osservazioni su Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu - pp. 295-314

        Partendo dalla breve e sorprendente premessa di Lussu all’edizione del 1937 del suo memoriale Un anno sull’Altipiano ci chiediamo quali siano il messaggio, la poetica e il posto di questo capolavoro nell’ambito della produzione italiana sulla Grande Guerra. Inoltre focalizziamo il rapporto tra l’io narrato, cioè il Lussu volontario del 1916/17, e l’io narrante, il Lussu antifascista esiliato del 1936/37. Infine ci interessa il fascino estetico eccezionale di quest’opera: la sua sovrana e amara ironia. ★ Beginning with Lussu’s short and surprising preface to the 1937 edition of his memoirs entitled Sardinian Brigade, we wonder what might be the message, the poetics and the position of this masterpiece within Italian literature concerning the Great War. Furthermore, we focus on the relationship between the first person narrated, i.e. Lussu as a volunteer in 1916/1917, and the first-person narrator, i.e. the antifascist Lussu in exile, 1936/1937. Finally, we look at the exceptional aesthetic appeal of this work, its supreme and bitter irony.

    2. Contributi
      • Graziella Bassi

        Ser Ciappelletto - Manfredi di Svevia: due anime allo specchio - pp. 315-342

        L’intuizione dell’esistenza di rapporti intertestuali tra Decameron I, 1 e Purgatorio III trova conferma nella lettura comparata dei due testi, che offre riscontri di tipo lessicale, retorico e tematico; in particolare, la disposizione a chiasmo degli echi danteschi in Boccaccio permette di formulare una proposta interpretativa della figura di ser Ciappelletto e del suo destino ultraterreno, in stretta correlazione con quella di Manfredi di Svevia. ★ The intuition of intertextual ties linking Decameron I, 1 to Purgatorio III finds confirmation through a comparative reading of the two texts, setting out lexical, rhetorical and thematic similarities. In particular, the chiasmus structure of the Dantean echoes in Boccaccio allows the formulation of an interpretation of the character of ser Ciappelletto and his afterlife, closely tied to that of Manfred of Swabia.

      • ANDREA AMOROSO

        Diario in tre lingue. Lo spazio vuoto di Amelia Rosselli e le serie verbali di Gilles Deleuze - pp. 343-358

        La particolare sperimentazione linguistica di Amelia Rosselli dà vita a un vuoto di senso che fa della sua poesia un unicum all’interno del panorama novecentesco non soltanto italiano. Attraverso la messa in relazione di tale casella bianca rosselliana con il fondamentale concetto deleuziano delle “serie verbali”, si vuole sottolineare l’importanza filosofica ed ermeneutica della variatio all’interno della poesia di Rosselli. ★ Amelia Rosselli’s particular linguistic experimentalism creates an absence of sense that makes her poetry unique within Twentieth-century literature. Relating Rosselli’s empty space to Deleuze’s fundamental concept of “verbal series”, this essay aims at highlighting the philosophical and hermeneutic importance of variatio for Rosselli’s poetry.

    3. Note e discussioni
      • Carlangelo Mauro

        Ugo Piscopo e la persistenza preesistente - pp. 359-370

      • LUIGI MONTELLA

        Tra storiografia e critica letteraria. Un omaggio a Luigi Reina - pp. 371-382

    4. Recensioni
      • Raffaele Ruggiero

        Emilio Pasquini, Il viaggio di Dante. Storia illustrata della Commedia, Roma 2015 - pp. 383-385

      • John Butcher

        Angelo Poliziano. Dichter und Gelehrter, a cura di Thomas Baier, Tobias Dänzer e Ferdinand Stürner, Tubinga, Narr Francke Attempto 2015 - pp. 385-388

      • Francesca Chionna

        Raffaele Ruggiero, Machiavelli e la crisi dell’analogia, Bologna 2015 - pp. 388-390

      • Valeria Giannantonio

        Pietro Giulio Riga, Giovan Battista Manso e la cultura letteraria a Napoli nel primo Seicento. Tasso, Marino, gli Oziosi, Bologna 2015 - pp. 390.393

      • Domenico Calcaterra

        Giuseppe Rando, Nei pressi dell’Infinito e altri saggi leopardiani. In appendice, l’edizione critica del discorso Agl’Italiani di Giacomo Leopardi, Roma 2015 - pp. 393-394

      • Vincenzo Caputo

        Maria Valeria Sanfilippo, La fortuna scenica di Luigi Capuana, Caltanissetta-Roma 2015 - pp. 394-397

        Capuana Luigi

      • Fara Autiero

        Poesia e preghiera, a cura di Erminia Ardissino e Francesca Parmeggiani, «TESTO. Studi di teoria e storia della letteratura e della critica», XXXVI (2015), n. 70 numero monografico - pp. 397-400

      • Daniela De Liso

        Sigismondo Castromediano: il patriota, lo scrittore, il promotore di cultura. Atti del Convegno Nazionale di Studi (Cavallino di Lecce, 30 novembre-1 dicembre 2012), a cura di A. L. Giannone e Fabio D’Astore, Galatina 2014 - pp. 400-403

      • Fara Autiero

        Rina Durante. Il mestiere del narrare. Atti del Convegno Nazionale di Studi Melendugno-Lecce, 18-19 Novembre 2013, a cura di Antonio Lucio Giannone, Lecce 2015 - pp. 403-406

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