1. Saggi
      • Mario Aversano

        Chiarificazioni sulla compunctio cordis nell’opera di Dante: per una rilettura del canto V dell’Inferno - pp. 401-415

        Bernardo e sulla teologia morale della compunctio cordis, ne rivendica la scoperta critica di fonte primaria della Commedia, e ne precisa ancora una volta i gradus e l’espansione, per fugare gli equivoci ultimamente insorti in materia. Ne estende poi la nozione alla sfera politica, documentando la sua presenza strutturale nella Commedia; infine esemplifica, rileggendo il canto V dell’Inferno, e mostrando come essa ne colleghi ed unifichi le parti. ★ The author returns to a discussion, initiated in 1988, concerning St. Bernard’s Sermo III De diversis and the moral theology of compunctio cordis, laying claim to the critical discovery of its fundamental significance for the Comedy and explaining once again its gradus and expansion in order to clear up recent misunderstandings. He widens the notion to the political sphere, documenting its structural presence in the Comedy. Finally, he give examples, providing a new reading of canto V of the Inferno and showing how this notion connects and unifies the canto’s various parts.

      • Romano Manescalchi

        Ancora su Catone ed il sintagma «vita rifiuta» - pp. 417-422

        Il saggio discute il sintagma “vita rifiuta” come inappropriato all’interpretazione tradizionale di Catone ed aggiunge così un altro argomento a sostegno della nuova proposta interpretativa del personaggio recentemente avanzata. ★ The essay discusses the phrase “vita rifiuta” as being inappropriate for the traditional interpretation of Cato and thus adds a further argument to support the new reading of the character recently set forth.

      • Ugo Piscopo

        Purgatorio, V. Ovvero terrestrità e celestialità in attesa di pacificazione - pp. 423-458

        Alle atmosfere purgatoriali in continuo transito e dalle inflessioni morbide e avvolgenti è dedicato il commento al canto V, che ordinariamente viene definito il canto di Jacopo del Cassero, di Buonconte da Montefeltro e di Pia dei Tolomei. Questi sono in effetti i referenti primi a livello narratologico, ma sono anche portatori di una comune esperienza di spaesamento dalla terrestrità, per una nuova condizione, posta sotto il segno della grazia e del ritrovamento spirituale. Le loro sono vicende irripetibili e singolari; tuttavia acquistano altro senso nel comporsi in uno stile di coralità e di afflato di gruppo in via di trasformazione e di rifondazione. ★ The commentary on canto V focuses on purgatorial atmospheres in continual movement and characterized by soft and enveloping nuances. The canto in question is usually defined as that of Jacopo del Cassero, Buonconte da Montefeltro and Pia dei Tolomei. These are indeed the primary points of reference from a narratological standpoint but they are also bearers of a common experience of disorientation from terrestrial being, thanks to a new condition founded on grace and a spiritual rediscovery. Their biographies are unique and yet they acquire another sense by building a style of harmony and communal spirit in the process of transformation and refoundation.

      • Giancarlo Alfano

        La pesantezza del corpo e la leggerezza della voce. Paradiso, I - pp. 459-476

        Il saggio propone una lettura del I canto del “Paradiso”, inserendolo nel continuum del racconto dantesco e analizzando l’uso del paradosso presente nelle principali similitudini. Il risultato è la messa in evidenza della dialettica tra realtà corporea del personaggio-Dante e realtà fantastica dell’ascensione ai cieli. L’operazione poetica si salda in una trama razionale di figure e concetti che mira a dire l’irrappresentabile. ★ The essays proposes a reading of Paradiso I, setting it within the continuum of Dante’s narration and analyzing the use of paradox in the main similitudes. The result highlights the dialectic between the corporeal reality of Dante-personaggio and the imaginary reality of the ascension to the skies. The poetic operation gives rise to a rational web of figures and concepts aiming to speak the inexpressible.

      • Raffaele Giglio

        Poesia e scienza in Dante. Proposta di rappresentazione del cosmo dantesco - pp. 479-508

        Il saggio espone brevemente il connubio tra poesia e scienza presente nella Commedia di Dante. Seguendo, poi, le indicazioni di alcuni matematici e fisici moderni, che hanno visto nel cosmo rappresentato dal poeta fiorentino un’anticipazione dell’ipersfera di Einstein, si propone una nuova rappresentazione del cosmo dantesco utilizzando le indicazioni del fisico Carlo Rovelli, al quale l’autore apporta qualche lieve aggiunta per rendere l’immagine più comprensibile. ★ The essay deals briefly with the marriage of poetry and science in Dante’s Comedy. Following the indications of several modern mathematicians and physicists who have perceived in the cosmos represented by the Florentine poet a forerunner of Einstein’s hypersphere, it proposes a new representation of Dante’s cosmos, drawing on the indications of the physicist Carlo Rovelli, to which the author contributes a few minor additions in order to make the image more readily understandable.

      • Noemi Casolare

        Dante e Macrobio: il Somnium Scipionis nell’architettura della Commedia - pp. 509-528

        Il saggio analizza il difficile rapporto tra Dante e Macrobio in base alle corrispondenze tra alcuni passi della Commedia e i Commentarii in somnium Scipionis. Vengono pertanto trattati i punti specifici in cui le somiglianze stilistiche e concettuali tra i due autori chiariscono la possibile origine di alcuni elementi neoplatonici del poema dantesco, e soprattutto dimostrano, pur nella consapevolezza dell’irriducibile problematicità della questione, l’idea che il pensiero tardo- antico di Macrobio ha influenzato l’Alighieri attraverso il commento all’elegante frammento ciceroniano. ★ The essay analyses the difficult relationship between Dante and Macrobius on the basis of correspondences between several passages in the Comedy and the Commentary on the Dream of Scipio. It deals with specific points in which stylistic and conceptual similarities between the two authors elucidate the possible source of various Neo-Platonic elements in Dante’s poem and, above all, demonstrate, notwithstanding the extreme complexity of the issue, the idea that Macrobius’ late-classical thinking influenced Dante by means of his commentary on an elegant Ciceronian fragment.

      • Paolo De Ventura

        Dante e Maometto: ragguagli ultimi di una lunga polémica - pp. 529-562

        Per orientarsi nella foresta del dibattito contemporaneo sui rapporti tra Dante e l’Islām, il presente saggio segue nei suoi sviluppi più recenti tre direttrici fondamentali variamente disseminate nel discorso critico: la possibilità di una «simpatia » dantesca per la cultura islamica, le ragioni del silenzio di Dante sulle sue (ipotizzabili) «fonti» arabe, l’avanzamento degli studi sul terreno delle fonti accertate in ambito neolatino. ★ In order to offer some coordinates in the intricate forest of the contemporary debate on the relation Dante-Islam, this essay points at three different yet interrelated directions of research as they appear disseminated in today’s scholarship: the possibility for Dante of a «sympathy» towards the Islamic culture, the reasons behind the denial of his (alleged) Arabic sources, the critical assessment of the philological evidence provided by documents at his reach in medieval Italy.

      • Rosa Affatato

        Contrapasso e conoscenza allegorica nel Purgatorio secondo alcuni commenti alla Divina Commedia tra XIV e XV secolo - pp. 563-584

        Le modalità del contrapasso nel Purgatorio secondo gli antichi commenti riflettono non solo la corrispondenza colpa-pena, ma una relazione allegorica allargata all’elemento della redenzione. Nel secondo regno inoltre alla corrispondenza colpa-pena si aggiunge anche il parametro musicale, già studiato da C. Cappuccio, che rende più esplicita la relazione allegorica con il contrapasso. La conoscenza allegorica è inoltre oggetto del discorso di Beatrice in Pg XXXIII, 67-78 sulla mancata intelligenza della giustizia divina da parte di Dante. ★ According to older commentaries, the modes of contrapasso in the Purgatorio reflect not only the correspondence between sin and punishment but also an allegorical relationship extended to the element of redemption. In the second kingdom Dante adds to the sin-punishment correspondence a musical parameter, previously studied by C. Cappuccio, that renders more explicit the allegorical relationship with the contrapasso. Allegorical knowledge is furthermore the subject of Beatrice’s speech in Purgatorio XXXIII, 67-78 concerning Dante’s lack of understanding of divine justice.

      • Stefania Costagliola

        “Termine fisso d’etterno consiglio”. Maria nella Commedia - pp. 585-602

        Tra le varie definizioni che nel tempo sono state impiegate per la Commedia, merita un’attenzione particolare quella di «poema mariano», cui questo saggio dedica un ampio approfondimento. Secondo tale visione, la Vergine, costantemente presente nella vita come nella produzione del poeta, svolge un ruolo di protagonista nella Commedia, perché orienta, anima e protegge, con la sua presenza discreta, ma di attiva mediatrice, il viaggio dantesco. ★ Amongst the various definitions that have been applied to the Comedy, that of “Marian poem” deserves special mention and is the object of the present essay. According to this view, the Virgin – ubiquitous in the life and works of the poet – is the principal character in the Comedy, since she orientates, inspires and protects Dante’s journey by means of a discrete presence which is at the same time that of an active mediator.

      • Cono A. Mangieri

        Quell’eccentrico autoriferimento di Dante - pp. 603-616

        L’autoriferimento “sicut in Paradiso Comedie iam dixi” di Monarchia I 12 6 ha dato già nell’Ottocento motivo di dissenso filologico, che si è invigorito nel Novecento con I’edizione della Monarchia effettuata sul Cod. lat. folio 437 da Luigi Bertalot (1918), nel 2011 con la scoperta del secondo ms. f Ondines Aedd(ítional) 6 891, dove l’autoriferimento ha ceduto il posto a un inciso molto diverso. P.G. Ricci non ha avuto la fortuna di conoscerlo nel 1965, P. Shaw ha avuto la sfortuna di non conoscerlo nel 2009, ma va tenuto per certo che le loro ‘edizioni nazionali’ del trattato sarebbero comunque restate le stesse perché il consenso di troppi mss. inducono i filologi a far sussistere I’autoriferimento. Eppure vi sono ragioni sia logiche sia parametodologiche favorevoli all’adozione di una nuova lettura del brano, con eliminazione dell’illogico ‘autoriferimento’ dantesco In questo contributo, io offro un esempio di come potrebbe essersi verificato l’errore e di come potrebbe essere eliminata l’aporia. ★ The self-reference “sicut in Paradiso Comedie iam dixi” in Monarchia I 12 6 already led to philological dissent in the Nineteenth century. This dissent increased during the Twentieth century with the edition of the Monarchia based on the Cod. lat. folio 437 by Luigi Bertalot (1918) and in 2011 with the discovery of the second manuscript f Ondines Aedd(ítional) 6 891, where the self-reference yields to a very different parenthesis. P.G. Ricci did not have the good fortune of knowing it in 1965; P. Shaw had the misfortune of not knowing it in 2009. Still, it is certain that their “national editions” of the treatise would have remained unaltered because the consensus of so many manuscripts leads philologists to maintain the self-reference. Yet there are logical and paramethodological reasons for adopting a new reading of the passage, deleting Dante’s illogical “self-reference”. In this contribution, I offer an example of how the error might have arisen and how the aporia might be taken care of.

      • Carmelo Spalanca

        La fortuna di Dante nella Sicilia del XIV secolo - pp. 617-638

        Il saggio si propone di illustrare la fortuna della Commedia dantesca nella Sicilia del Trecento, mettendo in rilievo il contributo offerto da alcuni intellettuali – come fra Ruggero da Piazza – alla diffusione del capolavoro di Dante fra tutti gli strati della società, dai dotti al popolo. Esso tende, inoltre, a far sì che la ricerca superi i confini della semplice documentazione e investa la sfera della cultura contemporanea; cessi di esprimere la posizione dei singoli autori e rifletta le varie tappe della civiltà letteraria del tempo. ★ The essay aims to illustrate the fortunes of Dante’s Comedy in Fourteenth-century Sicily, highlighting the contribution of several intellectuals – including fra Ruggero da Piazza – to the circulation of Dante’s masterpiece amongst people from all walks of life, from the learned to the lower classes. The study ends up going beyond the limits of a simple documentation and delves into the sphere of contemporaneous culture; it ceases to express the position of individual authors and mirrors the various phases of the literary culture of the age.

      • Angela Gigliola Drago

        Echi danteschi in Leopardi narratore - pp. 639-656

        Il saggio intende ricostruire il significato della presenza di Dante nei Paralipomeni della Batracomiomachia di Leopardi. Intrecciando le testimonianze teoriche dello Zibaldone alla raccolta e al vaglio dei molti materiali linguistici riconducibili alla Commedia dantesca, il saggio individua nella disposizione narrativa e nella tematica del viaggio il punto di convergenza tra le due opere. ★ The essay intends to reconstruct the meaning of the presence of Dante in Leopardi’s Paralipomeni della Batracomiomachia. Combining the theoretical accounts in the Zibaldone with the collection and scrutiny of a wealth of linguistic material related to Dante’s Comedy, the essay detects in the narrative bent and in the theme of the journey the point of convergence between the two works.

      • Elsa Chaarani Lesourd

        Il destino di Dante evocato in una lirica francese - pp. 657-664

        Il testo propone una lettura (e anche una traduzione in italiano) di una brevissima lirica di Victor Hugo su Dante Alighieri. Il poeta romantico francese evoca il destino spirituale del poeta medievale, grazie a simboli efficaci ma semplici, che sottolineano la forza poetica di Dante. Molto romanticamente il destino umano del poeta fiorentino non viene staccato dall’immensa fama del suo poema e la brevissima lirica francese denota comunque una conoscenza reale della Commedia, nonché una grande ammirazione per il suo autore. ★ The text proposes a reading (including an Italian translation) of a very short lyric by Victor Hugo regarding Dante. The French Romantic poet evokes the spiritual destiny of the medieval poet thanks to effective but simple symbols that underscore Dante’s poetic force. Most romantically, the human destiny of the Florentine poet is linked to the immense fame of his poem. The very short French lyric denotes a genuine knowledge of the Comedy, alongside a great admiration for its author.

      • Raffaele Cavalluzzi

        Per un’idea di Dante - pp. 657-664

        Essenziale, nell’idea di Dante che non voglia chiuderlo in uno schema, è collocarlo a cavallo di due età: l’ultimo Medioevo e gli albori della modernità rinascimentale. Dante, uomo e poeta dalle più vive qualità “integrali”, si presenta per questo come precursore dell’età borghese e al tempo stesso con i caratteri – tra gioachimismo e francescanesimo – dell’accesa spiritualità postmillenaria. Questo saggio motiva brevemente questa prospettiva. ★ Essential to any non-dogmatic view of Dante is the need to consider him as being poised between two worlds: the late Middle Ages and the dawning of Renaissance modernity. Dante, a man and poet possessing the full range of qualities, appears thus as a precursor of the bourgeois age and at the same time with the character – halfway between Joachimism and Franciscanism – of the passionate postmillennial spirituality. The present essay briefly accounts for this view..

      • Fabio Pierangeli

        Sulle tracce di Dante. Emilio De Marchi e «l’anima semplicetta» - pp. 671-694

        Riferimenti all’universo figurale, simbolico, linguistico e storico dell’Alighieri, il ricorso alla esemplarità proverbiale di alcuni versi celebri, per lo più in funzione pedagogica, scandiscono i diversi ambiti della molteplice attività di Emilio De Marchi. Il riferimento costante a Dante, rifluito nella narrativa a questo livello figurale o di archetipi, è riscontrabile nel Fondo De Marchi del Centro Manoscritti dell’Università di Pavia dove si conservano perfino gli appunti per lezioni e conferenze in cui l’Alighieri è esaminato in particolare per la poetica della luce, per gli scorci paesaggistici, per gli intenti morali, e quale padre della identità italiana. ★ References to the figurative, symbolic, linguistic and historical universe of Dante, as well as the quotation of famous verses of proverbial exemplariness, mainly for pedagogical purposes, mark the different sectors of Emilio De Marchi’s manifold activity. The constant reference to Dante, flowing into De Marchi’s fiction at this figurative or archetypical level, is traceable in the Fondo De Marchi at the Centro Manoscritti of the University of Pavia. The Fondo even holds notes for lectures and talks in which Dante is examined especially for his poetics of light, his landscapes, his moral intentions and as the father of Italian identity.

      • Pasquale Tuscano

        Corrado Alvaro lettore e interprete della Vita nuova - pp. 695-702

        Alvaro, narratore per vocazione e con un culto particolare per il mondo classico e per i ‘classici’, con questo contributo sull’opera giovanile di Dante porge l’occasione per stabilire un originale rapporto tra letture specialistiche e interpretazioni ai margini della letteratura dotta. Ne risulta un’esegesi speciale, anche per le posizioni a volte assurde e per l’apporto della fervente immaginazione del narratore. È un arricchimento del dibattito critico che suggerisce riflessioni e ripensamenti sempre opportuni. ★ Alvaro, a storyteller by vocation with a particular love of the ancient world and the “classics”, through this study on Dante’s early writing offers the opportunity to establish an original relationship between specialist readings and interpretations on the fringes of academic research. The resulting exegesis is peculiar, not least due to sometimes absurd positions and the contribution of the storyteller’s fervent imagination. It enriches the critical debate, suggesting opportune reflections and reconsiderations.

      • Noemi Corcione

        Mario Luzi con Dante e Cavalcanti - pp. 703-724

        Il saggio analizza l’influenza del pensiero e della lingua di Dante sulla poesia ermetica e, in particolare, sulla produzione di Mario Luzi, in riferimento alla sua prima raccolta di poesie, La barca. A partire dagli iniziali spunti petrarchisti, il Luzi ha infatti affrontato i temi dell’assenza, dell’alterità e del significato della lingua supportato dal magistero stilnovistico di autori quali Dante e Cavalcanti. Presenze che, negli anni, sono emerse con sempre maggiore evidenza e forza nei suoi scritti. ★ The essay analyses the influence of Dante’s thought and language on ermetismo and in particular on the production of Mario Luzi, with reference to his first collection of poetry, La barca. Under the initial influence of Petrarch, Luzi tackled the themes of absence, otherness and the meaning of language buoyedup by the stilnovismo of authors such as Dante and Cavalcanti, presences that as time went on became increasingly meaningful for his writing.

    2. Recensioni
      • John Butcher

        The Oxford Handbook of Neo-Latin, a cura di Sarah Knight e Stefan Tilg, New York 2015 - pp. 725-729

      • Raffaele Cavalluzzi

        Niccolò Machiavelli, “Discursus florentinarum rerum” et autres textes politiques. Traduction, introduction et notes de Jean-Claude Zancarini. Texte italien établi par Jean-Jacques Marchand. Éditions Chemins de tr@verse, Neuville-sur-Saône 2015 - pp. 729-730

      • Stefano Jossa

        Christian Rivoletti, Ariosto e l’ironia della finzione. La ricezione letteraria e figurativa dell’Orlando furioso in Francia, Germania e Italia, Venezia 2014 - pp. 730-734

      • Raffaele Ruggiero

        Jean-Louis Forunel, Les dialogues de Sperone Speroni. Libertés de la parole et règles de l’écriture, premessa di Mario Pozzi, Milano 2014 (ristampa anastatica a cura di Paolo Borsa dell’edizione Marburg, Hitzeroth, 1990) - pp. 734-737

      • Giuseppe Andrea Liberti

        Arnaldo Di Benedetto-Vincenza Perdichizzi, Alfieri, Roma 2014 - pp. 737-741

      • Carmine Chiodo

        Emilio Filieri, Aedo delle Muse. F. Morelli fra Otto e Novecento con Antologia poetica, Trepuzzi-Lecce 2014 - pp. 741-743

      • Paola Villani

        Giuseppe Galasso, La memoria, la vita, i valori. Itinerari crociani, a cura di E. Giammattei, Bologna 2015 - pp. 743-745

      • Alberto Comparini

        Thomas Harrison, 1910. L’emancipazione della dissonanza, traduzione di Marco Cobedò, Thomas Harrison e Federico Lopiparo, Roma 2014 [1996] - pp. 745-748

      • Giorgio Sica

        Harukichi Shimoi, Buio sotto il faro. Scritti di un giapponese a Napoli, a cura di Ugo Piscopo, Napoli 2015 - pp. 748-750

      • Alberto Comparini

        Andrea Gareffi, Montale antinomico e metafisico, Firenze 2014 - pp. 750-752

      • Fabrizio Miliucci

        Niccolò Scaffai, Il lavoro del poeta. Montale, Sereni, Caproni, Roma 2015 - pp. 753-754

      • Sabino Caronia

        Dino Claudio, La tempesta invisibile, Milano 2014 - pp. 754-757

      • Raffaele Cavalluzzi

        Nadia Terranova, Gli anni al contrario, Torino 2015 - pp. 757-759

Torna a Frontespizio