1. Saggi
      • Luca Torre

        Una piccola pleiade di rimatori capuani in antologia: pratiche del petrarchismo in un centro “minore” del secondo Cinquecento - pp. 195-228

        Tra le Rime di diversi signori napoletani e d’altri, stampate a Venezia presso Gabriel Giolito de’ Ferrari nel 1556 con le cure di Ludovico Dolce, appare per la prima volta un compatto gruppo di non sprovveduti rimatori capuani, tra cui è possibile ricostruire un sistema di dialogo intellettuale nell’ambito del quale svolsero la loro formazione i più celebri concittadini Giovan Battista Attendolo e Camillo Pellegrino. Tra i poeti presenti nella giolitina del ’56, infatti, figura anche un giovane Pellegrino, colui che con la pubblicazione del dialogo Il Carrafa (1584) avrebbe più tardi innescato la nota polemica sul poema tassiano e sulla natura dell’epica poesia. ★ In the Rime di diversi signori napoletani e d’altri (Venice, Presso Gabriel Giolito de’ Ferrari, 1556, ed. Ludovico Dolce) there appears for the first time a compact group of Capuan rhymers amongst whom it is possible to reconstruct a system of intellectual dialogue within which the well-known fellow citizens Giovan Battista Attendolo and Camillo Pellegrino received their education. Indeed, among the poets to be found in the 1556 Giolito edition there features the young Pellegrino, who through the publication of his dialogue Il Carrafa (1584) was destined to trigger off a renowned controversy over Tasso’s poem and the nature of epic verse.

      • ADRIANO FRAULINI

        Da Leopardi a Montale: la tecnica in prospettiva - pp. 229-254

        S’intende verificare l’assunto per cui Leopardi per primo vede con chiarezza quanto l’essere umano sia addentro all’età della tecnica, rovesciando il rapporto consequenziale tra conoscenza e felicità. D’altra parte Montale, difensore strenuo dei valori del singolo individuo dalle errate convinzioni del Novecento rappresentate da tecnicismo e regimi totalitari, può intendersi come punto d’approdo della forma mentis inaugurata dal punto di vista leopardiano. ★ This essay aims at verifying the assumption which considers Leopardi as the first to clearly see how human beings are deeply tangled in the age of techne, thus reversing the consequential relationship between knowledge and happiness. On the other hand Montale, a staunch advocate of single individuals’ values against the misconceptions of the twentieth century represented by technicality and totalitarian regimes, can be considered as a landing point of the forma mentis inaugurated by Leopardi.

      • Achille Castaldo

        Sguardo su un mondo in rovina: percorso nell’opera espressionista di Marcello Gallian - pp. 255-269

        Marcello Gallian è stato uno dei principali esponenti dell’avanguardia letteraria romana degli anni Trenta. La sua opera, da molti definita barocca ed espressionista, è oggi quasi del tutto dimenticata, per la scarsità di riedizioni e analisi critiche. Il presente saggio si propone di esaminare in modo esaustivo le caratteristiche strutturali della narrativa di questo autore e di fornire un’interpretazione accurata della sua figura. ★ Marcello Gallian was one of the major exponents of the literary avant-garde in Thirties Rome. His writing, considered by many to be baroque and expressionist, has been almost entirely forgotten through the lack of new editions and critical readings. This essay aims to examine in detail the structural characteristics of Gallian’s fiction and to offer an accurate elucidation of the writer.

      • Natalia Manuela Marino

        Angiò uomo d’acqua. Deformazione espressionista in un romanzo di Lorenzo Viani - pp. 270-286

        Il contributo si propone di affrontare il tema della deformazione in Angiò uomo d’acqua (1928). Il romanzo, che segna il culmine dell’esperienza letteraria di Lorenzo Viani, si manifesta in termini tipicamente espressionisti: sul versante della sintassi, come commistione di diversi linguaggi, dilatazione semantica e dissoluzione degli enunciati; sul piano della narrazione, come rappresentazione di scenari devastati, di personaggi straziati nel corpo e degradati nella psiche. Analizzando alcune sezioni del testo, si osserverà giungere la deformazione a sovvertire in maniera clamorosa l’istanza impressionista di acquisizione schietta delle immagini apparenti, torcendola in chiave grottesca e onirica. ★ The essay deals with the theme of deformation in Lorenzo Viani’s Angiò uomo d’acqua (1928). The novel, wich marks the culmination of Viani’s literary experience, manifests itself in typically expressionists therms: on the aspect of syntax, as several language medleys, semantics expansions and dissolution of sentences; on the aspect of the narration, as rappresentation of devasted sceneries, characters tormented in the body and degraded in the mind. By the analysis of some parts of the text, it will be possible to observe how the deformation subverts the impressionist instance: the apparent images twists themselves in grotesque and oneiric meanings.

      • Simone Giorgino

        «Io sono una raccontatrice». I racconti dispersi di Rina Durante - pp. 287-297

        Rina Durante, di cui si è recentemente celebrato il primo decennale dalla scomparsa, è stata una delle principali scrittrici pugliesi del Novecento. In questo articolo si esaminano i suoi racconti dispersi, apparsi su giornali e riviste fra il 1963 e il 2002, in cui la scrittrice racconta lo spaesamento di un’intera comunità di fronte allo spartiacque fra due epoche e fra due civiltà, quella contadina e quella industriale. ★ Rina Durante, who passed away a decade ago, was one of the major twentiethcentury writers from Puglia. This article examines her uncollected short stories, printed in newspapers and magazines between 1963 and 2002, in which the writer tells of the sense of disorientation of an entire community at the divide between two eras and two civilizations, that of country farming and that of industry

    2. Meridionalia
      • Cristiana Di Bonito

        Per la storia redazionale del dramma ’O voto di Salvatore Di Giacomo - pp. 298-311

        L’attività di drammaturgo di Salvatore Di Giacomo comincia, in collaborazione con Goffredo Cognetti, con il dramma ’O voto, tratto da una novella e pubblicato in lingua italiana nel 1889 con il titolo Mala Vita, rielaborato da Nicola Daspuro in un omonimo libretto per melodramma nel 1892 e infine pubblicato in dialetto napoletano nel 1910. In questo lavoro si punta a ricostruire la storia redazionale del dramma sulla base di altri testimoni e si propone una ipotesi sul ruolo svolto da Cognetti nella composizione del dramma. ★ Salvatore Di Giacomo’s dramaturgic activity starts, in collaboration with Goffredo Cognetti, with the drama ’O voto, based on a short story and published in Italian language in 1889 with the title Mala Vita, revised by Nicola Daspuro in a homonymous libretto for opera in 1892 and, finally, published in Neapolitan language in 1910. In this essay, the author reconstructs the editorial story of the drama starting from the analysis of other sources and proposes a hypothesis about the role played by Cognetti in the composition of the drama.

    3. Contributi
      • Rosaria Bottari

        Tra eterodossia religiosa e modelli didattici erasmiani: l’Accademia Parteniana di Spilimbergo (Udine) e l’Accademia Ocricolana di Vicenza - pp. 312-321

        L’Accademia Parteniana di Spilimbergo (Udine) e l’Accademia Ocricolana di Vicenza sono due progetti didattici coordinati dal medesimo direttore, Bernardino Partenio. L’analisi comparativa degli Instituta (i regolamenti generali) delle due Accademie, pur testimoniando il medesimo modello pedagogico umanistico, mette in luce un diverso approccio allo studio delle lingue, dovuto al mutato contesto storico, religioso e culturale. ★ The Accademia Parteniana in Spilimbergo (Udine) and the Accademia Ocricolana in Vicenza are two educative projects led by the same director, Bernardino Partenio. A comparative analysis of the Instituta (the general regulations) of the two academies, whilst demonstrating the existence of a common humanistic pedagogical model, also illustrates a different approach to language study, due to the changing historical, religious and cultural milieu.

      • Paola Marongiu

        Maddalena Salvetti Acciaioli poetessa al servizio del potere nella Firenze della Controriforma - pp. 322-342

        Il saggio verte sulle Rime toscane di Maddalena Salvetti Acciaioli (1557-1610) che si distinguono nettamente, per lo spessore dei contenuti e la perfezione della forma, dagli innumerevoli componimenti encomiastici pubblicati nel 1589 per le nozze di Ferdinando I granduca di Toscana con Cristina di Lorena. La poetessa infatti supera la pura poesia d’occasione in nome di una solenne lirica oggettiva, praticata negli stessi anni anche da Tasso e Chiabrera, rendendo così omaggio al potere immagine Dio in terra. ★ The paper is about the Rime toscane by Maddalena Salvetti Acciaioli (1557-1610) that definitely differ in the content’s depth and in the style’s perfection from the countless encomiastic poems published in 1589 for the wedding of Ferdinand I grand duke of Tuscany with Christine of Lorraine. The poetess actually exceeds the mere occasional poetry to opt for a solemn and objective one, practised in the same years from Tasso and Chiabrera too, so paying homage to the power God’s image on the Earth.

      • PIER ANGELO PEROTTI

        Sulla punizione di don Rodrigo - pp. 343-360

        Le pagine dei Promessi sposi che coprono il lasso di tempo intercorrente tra il ritorno di don Rodrigo a casa e l’irruzione dei monatti sono indubbiamente tra le più intense e drammatiche, forse le più angosciose, del romanzo, e perciò tra quelle più frequentemente sottoposte a indagine da parte dei commentatori. Eppure qualche elemento sembra essere sfuggito agli esegeti o non approfondito adeguatamente. Qualcuno di questi aspetti è esaminato in questo saggio, non certamente esaustivo, ma che può aggiungere qualche novità all’analisi dell’argomento. ★ The pages of the Promessi Sposi covering the lapse of time that separates the return home of don Rodrigo and the irruption of the monatti are among the most intense and dramatic, perhaps the most painful, of the novel, and therefore among those most frequently submitted to a survey by the annotators. Yet it seems that some elements have escaped to the exegetes or have not been adequately analysed. Some of these aspects are examined in this essay: it is not certainly exhaustive but it can add some novelties to the analysis of the subject.

      • Nico Abene

        La rivoluzione a teatro: le «sintesi» futuriste - pp. 361-366

        Il lavoro si propone di analizzare l’esperienza del teatro futurista in Italia in relazione alle contemporanee vicende del Decadentismo italiano ed europeo. In breve, una sintetica proposta di interpretazione storico-sociale fondata sui testi teorici e creativi del movimento, che ne evidenzia limiti e incapacità dialettiche complessive. ★ The study looks at Italian futurist theatre with relation to the contemporary events of the Italian and European decadent movement. In short, it provides a concise proposal for a historical-social interpretation based on theoretical and creative texts pertaining to the movement, highlighting certain limits and overall dialectical failings.

    4. Note e discussioni
      • Andrea Battistini

        La Sirenide, una riscrittura della Commedia in età post-tridentina - pp. 367-378

        La Sirenide è un poema sacro di Paolo Regio. In seguito alla pubblicazione nel 1603, l’autore vi aggiunse un ampio commento nel 1606. L’importanza dell’opera si deve non tanto a considerazioni estetiche quanto a motivi culturali, dal momento che la Sirenide palesa come il modello originario dantesco interagisce con il recente capolavoro della Gerusalemme liberata. Ciò risulta evidente sia nella scelta dell’ottava rima anziché della terzina sia nell’adattamento della Commedia dantesca alle esigenze del Concilio di Trento. Per quanto riguarda il poema tassiano, Regio sopprime ogni riferimento alla tematica amorosa, privilegiando piuttosto la dimensione spirituale. ★ Sirenide is a sacred poem by Paolo Regio. After its publication in 1603, the author added a long comment in 1606. The importance of Sirenide is due less to aesthetic reasons than to cultural ones, in as much as it shows how the initial Dantean model interacts with the recent masterpiece of Jerusalem Delivered. This can be seen not only in the choice of the “ottava rima” instead of the tercet, but also in the adaption of Dante’s Comedy to the demands of the Council of Trent. As regards Tasso’s poem, Regio omits any reference to love, whilst the spiritual dimension gains emphasis.

    5. Recensioni
      • Emiliano Cannone

        Dante Alighieri, La Divina Commedia, a cura di Giuseppe A. Camerino, Napoli 2012-2014 - pp. 379-381

      • Noemi Corcione

        Roberto Salsano, Tra scrittura e riscrittura. Saggi e note su Alfieri tragico, Caltanissetta-Roma 2014 - pp. 382-385

      • Valeria Giannantonio

        Giuseppe Leone, D’in su la vetta della torre antica. Giacomo Leopardi e Carmelo Bene sospesi fra silenzio e voce, Lecco 2015 - pp. 386-388

      • Fara Autiero

        Valeria Giannantonio, Giulio Salvadori nel mondo delle idee, Firenze 2015 - pp. 386-388

      • Daniela De Liso

        Virginia Di Martino, Sull’Acqua. Viaggi diluvi palombari sirene e altro nella poesia italiana del primo Novecento, Napoli 2012 - pp. 388-389

      • Alessandra Ottieri

        Antonio Pietropaoli, Cartastraccia. Postfazione di Paolo Giovannetti, Salerno/Milano 2014 - pp. 389-392

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