1. Saggi
      • Cecilia Gibellini

        Petrarca e le maschere degli antichi - pp. 3-28

        Il contributo ricostruisce l’autoritratto di Francesco Petrarca attraverso una serie di frammenti testuali disseminati nelle opere volgari e latine, e soprattutto nelle Familiares. Si tratta di un autoritratto dinamico, che cambia nel tempo, e che si serve largamente dei procedimenti di travestimento e assimilazione ad alcuni grandi modelli dell’antichità. Petrarca passa infatti dall’autoritratto giovanile ‘in figura di’ Bellerofonte, di Alessi e di Virgilio, a quello della vecchiaia in cui assume la maschera del filosofo morale, e quindi quelle di Democrito e di Omero. ★ The paper examines Petrarch’s self-portrait as it can be reconstructed from excerpts from his Latin and vernacular works (mostly from the Familiares). It is a dynamic self-portrait: Petrarch disguises himself as an ancient character, different time after time. When he paints his portrait as a young man, he disguises himself as Bellerophon, Alexis and Virgil; when he depicts himself in his later years, he wears the mask of the Philosopher and disguises himself as Democritus and Homer.

      • Daniela De Liso

        Il punto su Salvator Rosa scrittore e poeta - pp. 29-45

        A cinquecento anni dalla nascita di Salvator Rosa (1615-1673) il saggio propone un excursus sulla produzione letteraria del noto pittore napoletano. Al fiorire, a partire dall’Ottocento, di studi storico-artistici intorno alla sua produzione pittorica, non corrisponde, infatti, un’analoga attenzione critico-letteraria alla produzione in prosa ed in versi del Rosa. Le pagine che seguono intendono fare il punto sullo stato degli studi rosiani, riproponendo questioni filologico-critiche non ancora risolte, in particolare intorno alle satire ed alla restante ed “extravagante” produzione in versi dell’autore. Si pongono, insomma, come il luogo da cui ripartire per costruire, dopo il lungo silenzio della critica letteraria, l’esatta fisionomia dello scrittore e del poeta Salvator Rosa. ★ Five hundred years after the birth of Salvator Rosa (1615-1673) this essay offers an excursus on the literary production of the famous Neapolitan painter. The flourishing of artistic studies revolving around his paintings since the nineteenth century has not in fact been accompanied by a similar concern for the literary study of Salvator Rosa’s production in prose and verse. The following pages are meant to take stock of the situation concerning studies on Rosa, proposing unresolved philological-critical matters, in particular relating to the “satire” and to the remaining and “extravagant” production in verse. The essay, in short, sets out to construct, following the long silence of literary critics, a precise portrait of the writer and poet Salvator Rosa.

      • Fabrizio Miliucci

        «Il giogo della rima»: Baretti contro il verso sciolto - pp. 63-86

        L’articolo propone una rassegna di luoghi in cui Giuseppe Baretti prende parte contro il verso sciolto, la forma metrica che nella seconda metà del XVIII secolo comincia ad affermare la sua presenza nella tradizione letteraria italiana. Il saggio prende in esame l’intero corpus delle opere barettiane, dalle prime traduzioni dal francese fino agli ultimi libri scritti in Inghilterra, ivi compreso il suo capolavoro La frusta letteraria. A dispetto della sua cattiva opinione dello sciolto, è possibile rintracciare alcune eccezioni sostanziali che problematizzano la questione. ★ This essay looks at passages in which Giuseppe Baretti sides against blank verse, that metrical form that in the second half of the eighteenth century became increasingly popular in the Italian literary tradition. The study examines the whole of Baretti’s literary output from the first translations from French all the way to the last books written in England, including his masterpiece La frusta letteraria. Despite Baretti’s low opinion of blank verse, it is possible to encounter some important exceptions which complicate the issue, as the essay will attempt to demonstrate.

      • Luca Beltrami

        Carlo Levi e l’edizione americana dell’Orologio. Ricognizione su alcune carte d’archivio - pp. 87-109

        Pubblicata nel 1951 dagli editori newyorkesi Farrar, Straus & Young, l’edizione americana dell’Orologio ha avuto una gestazione complicata da numerosi problemi di traduzione. Alcune lettere inedite spedite dall’editore John Farrar all’autore tra il 15 marzo e il 14 maggio 1951 e conservate presso Fondo Carlo Levi di Alassio permettono di aggiungere qualche nuovo elemento sulla storia redazionale del libro e sui rapporti di Levi con il mondo editoriale e culturale statunitense. ★ Published in New York by Farrar, Straus & Young in 1951, The Watch met with numerous difficulties during its English translation. Unpublished letters sent by John Farrar to the author between March 15 and May 14 1951 and kept in the Carlo Levi Archive at Alassio add new details concerning the editorial history of the book and Levi’s relations with US publishing and culture.

    2. Linguistica
      • Michela Pero

        L'italiano contemporaneo nella revisione della Bibbia 2008 - pp. 110-139

        Il presente lavoro dimostra, attraverso un’approfondita analisi linguistica, che la revisione biblica del 2008 adotta con decisione l’italiano contemporaneo e che proprio l’adesione a un tono medio fa sì che nel testo siano evitati tratti spiccatamente informali e colloquiali che avrebbero sminuito la portata del messaggio veicolato dalle Scritture. Il nuovo orientamento della Chiesa non nasce solo da una motivazione di carattere linguistico, ma si fonda in primo luogo su una istanza comunicativa e sulla volontà di avvicinare in modo autentico alla vita della Chiesa e al messaggio evangelico il maggior numero possibile di fedeli. La divulgazione è possibile solo attraverso un lavoro di miglioramento, semplificazione e attualizzazione con traduzioni chiare e adeguate che potessero attraversare trasversalmente la società. ★ This paper demonstrates, through an in-depth linguistic analysis, that the revision of the 2008 Bible adopts contemporary Italian peremptorily and that precisely this adhesion to a medium tone makes it possible to avoid within the text passages distinctly informal and colloquial that would have reduced the scope of the message conveyed by the Holy Scripture. The new orientation of the Church does not derive from linguistic reasons alone but is based primarily on a communicative need and on the desire to bring, in a sincere way, as many believers as possible closer to Church life and to the evangelical message. Popularization is only possible through a work of improvement, simplification and updating with clear and appropriate translations suitable for society across the board.

    3. Meridionalia
      • Fara Autiero

        Tra comico e arguto. Per un’analisi tecnica dello ‘spirito’ in Ferdinando Galiani - pp. 140-156

        La produzione di Ferdinando Galiani indagata attraverso le tecniche del motto catalogate da Sigmund Freud; una prima analisi atta a spiegare non solamente gli svariati motti di spirito disseminati nelle opere galianee e nella memoria dei suoi contemporanei, ma soprattutto le motivazioni che spinsero uno degli uomini più arguti del XVIII secolo ad affilare le lame dell’ingegno per costruire - già dai primi anni della sua attività- una macchina umoristica che non smise di funzionare fino alla fine dei suoi giorni. ★ Ferdinando Galiani’s work examined by means of the witticism techniques catalogued by Sigmund Freud. This essay aims to explain not only the various witticisms scattered throughout Galiani’s literary output and in the minds of his contemporaries, but also the reasons that led one of the wittiest men of the 18th century to sharpen his wits in order to bring into being – from the earliest years of his activity – a comic mechanism that carried on working for the rest of his life.

    4. Contributi
      • Paolo Rigo

        Appunti per un’analisi metaforica del primo Luzi - pp. 157-174

        Il saggio si propone di analizzare alcuni topoi ricorrenti nei due primi volumi della sterminata produzione di Mario Luzi: La Barca e Avvento Notturno. Il contributo analizzando le poesie ivi contenute, le importanti recensioni e i lavori autocritici dello stesso Luzi ha individuato tre importanti topoi: la navigationave, il tempo-tessuto e lo specchio-psicomachia. ★ The essay analyzes some topoi in two important books by Mario Luzi: La Barca and Avvento Notturno. The paper examines poems, many important reviews and other self-exegetical works (such as Luzi’s papers, interviews, etc.) and characterizes three fundamental topoi: the “ship”, the “time-weaver” and the “mirror-psychomachia”.

    5. Note e discussioni
      • Pierantonio Frare

        Mnazoniana - pp. 175-181

        A proposito di: Alessandro Manzoni, I promessi sposi, a cura di Francesco de Cristofaro e Giancarlo Alfano, Matteo Palumbo, Marco Viscardi. Saggio linguistico di Nicola De Blasi, Milano, Bur-Adi, 2014; Promessi sposi d’autore. Un cantiere letterario per Luchino Visconti, a cura di Salvatore Silvano Nigro e Silvia Moretti, Palermo, Sellerio, 2014. [Questo testo è stato letto il 13 aprile 2015 al Piccolo Teatro Grassi di Milano. In quell’occasione alcune pagine manzoniane furono lette da Toni Servillo. NdR]

    6. Recensioni
      • Daniela De Liso

        Andrea Battistini, Il Barocco, Roma 2012 - pp. 182-184

      • Marta Paris

        Bruno Cicognani, Le novelle 1915-1929, a cura di Alessandra Mirra; Le novelle 1930-1955, a cura di Valerio Camarotto, Firenze 2012 - pp. 185-187

        Cicognani Bruno

      • Lavinia Spalanca

        Roberto Salsano, Michelsteadter tra D’Annunzio, Pirandello e il mondo della vita, Roma 2012 - pp. 187-188

      • Valeria Giannantonio

        Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini. Intellettuali, scrittori, amici, intr. a cura di Alberto Granese, 2013 - pp. 189-191

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