1. Saggi
      • ANDREA SALVO ROSSI

        La superiorità degli storici antichi:sul Dialogus di Benedetto Accolti - pp. 663-683

        L’articolo propone un’analisi del Dialogus di Benedetto Accolti alla luce del dibattito umanistico inerente alla scrittura della storia. Per chiarire le modalità con cui il cancelliere fiorentino costruisce il suo canone moderno di ‘uomini illustri’, si discutono le fonti storiografiche classiche dell’opera (con particolare riferimento a Sallustio, Livio e Agostino), mostrando come l’idea di parzialità degli autori di historiae sia funzionale alla definizione di un progetto storiografico capace di riscattare la modernità dai giudizi che ne decretavano l’inferiorità rispetto all’antico. ★ This article examines Benedetto Accolti’s Dialogus from the standpoint of the humanistic debate concerning the writing of history. In order to shed light on the manner in which the Florentine chancellor constructed his modern canon of ‘illustrious men’, it discusses the work’s classical historiographical sources (especially Sallust, Livy and St. Augustine), showing how the idea of bias amongst authors of historiae contributed to the definition of a historiographical project aiming to redeem the modern age from judgements which underplayed its importance compared to that of the ancient world.

      • CAROLINA PATIERNO

        Per un’ideologia dell’Hero e Leandro e della Tisbe: Francesco Bracciolini, le favole antiche e la cultura romana del primo Seicento - pp. 685- 706

        Il saggio analizza i significati alla base della tematica del falso mitologico con cui Francesco Bracciolini elaborava le sue riscritture delle fabulae di Ero e Leandro e di Piramo e Tisbe, illustrando la scelta di alterazione del finale mitologico all’interno dell’ampio dibattito teorico sull’uso del mito nell’epoca di Urbano VIII. ★ This essay analyses the ideas behind the mythological falsification with which Francesco Bracciolini rewrote the fabulae of Hero and Leander and Pyramus and Thisbe, illustrating the adaptation of the mythological ending within the wide-ranging theoretical debate concerning the use of myths in the age of Urban VIII.

      • JUAN CARLOS DE MIGUEL Y CANUTO

        Se una notte d’inverno un viaggiatore e Sei personaggi in cerca di autore: affinità elettive - pp. 707-734

        Il saggio propone un accostamento strutturale fra Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino e Sei personaggi in cerca di autore di Luigi Pirandello. Dopo aver stabilito la pertinenza metodologica del paragone fra i due generi, si confrontano procedure, forme e contenuti, lasciando spazio anche ai poco divulgati vincoli di Calvino con il teatro e particolarmente con quello di Pirandello. ★ This essay compares the structure of Italo Calvino’s Se una notte d’inverno un viaggiatore with that of Luigi Pirandello’s Sei personaggi in cerca di autore. Having determined the methodological validity of such a comparison between two separate literary genres, it links procedures, forms and themes, including a look

      • ANDREA GIALLORETO

        «Sarò un battello ubriaco di golfi e di mari». Peregrinazioni adriatiche di Giovanni Comisso - pp. 735-760

        L’articolo enuclea le caratteristiche della scrittura odeporica di Giovanni Comisso attraverso l’analisi delle raccolte di prose di argomento adriatico Gente di mare (1928), Veneto Felice e Attraverso il tempo. Discostatosi dal modello dannunziano sulla scorta del mito di Rimbaud, lo scrittore condivide le fatiche e i semplici piaceri della vita sul mare con un gruppo di marinai di Chioggia prestando attenzione tanto ai paesaggi del versante orientale dell’Adriatico quanto ai costumi e agli assetti socio-antropologici delle comunità delle due sponde. L’esperienza del viaggio diviene così una iniziazione all’avventura e alle leggi del mare. ★ The paper describes the peculiarities of Giovanni Comisso’s odeporic writing through the analysis of the collections of prose on the Adriatic subject Gente di mare (1928), Veneto Felice and Attraverso il tempo. Deviating from the d’Annunzio model on the basis of Rimbaud’s myth, the writer shares the hardships and simple pleasures of life at sea with a group of sailors from Chioggia, paying attention both to the landscapes of the eastern side of the Adriatic and to the social-anthropological customs and arrangements of the communities on both sides. The experience of the voyage thus becomes an initiation into adventure and the laws of the sea.

      • ALESSANDRO GAUDIO

        «I versi sono un vizio osceno». Ironia, forma e parola della poesia di Tommaso Landolfi - pp. 753-760

        È all’interno delle opere poetiche di Tommaso Landolfi che è possibile individuare uno spazio letterario, corretto e di volta in volta ripetuto, che mi conforta (ma che mai mi consola davvero) e che denuncia il più vano dei desideri: quello di dare una risposta, di oggettivare gli aspetti del mondo, di considerare piena, sistemata e conclusa la lettera, ignorandone l’impurità, la maliziosa frattura, i minuti indizi del disordine, l’imprevedibile deriva negativa e fantasmatica, anche critica o, si potrebbe dire, ironica. ★ In Tommaso Landolfi’s poetry I find a literary space – corrected and continually repeated – which provides me with comfort (without every truly consoling me) and that criticises the vainest of all desires, that of giving an answer, of objectifying the world’s varying features, of considering the word as being full, ordered and complete, thus ignoring its impurity, the malicious fracture, the tiny signs of disorder, the unpredictable negative and phantasmal drift, be it critical or, so to say, ironic.

    2. Meridionalia
      • PAOLA VILLANI

        Francesco Mastriani e L’eruzione vesuviana del 26 aprile 1872 - pp. 761-779

        Assente dalle bibliografie dedicate al romanziere, trascurato anche dagli studi sulla letteratura ‘vesuviana’ dell’Ottocento, il volume L’eruzione vesuviana del 26 aprile 1872. Memorie storiche vide la luce a firma di Francesco Mastriani nel 1872, per i tipi di Gaetano Nobile. Il saggio vuole leggere l’opera restituendola al doppio contesto, il corpus dell’autore «popolare» che piaceva al grande pubblico ma anche la fitta messe di studi e scritture narrative sul Vesuvio che proprio in quel secondo Ottocento vivevano un rinnovato fervore. ★ The volume L’eruzione vesuviana del 26 aprile 1872. Memorie storiche by Francesco Mastriani, published by Gaetano Nobile in 1872, does not appear in bibliographies on the novelist and is neglected even by studies on Nineteenth-century ‘Vesuvian’ literature. This essays aims to set the work within a double context: the corpus of the ‘popular’ author beloved to a wide readership and the vast output of studies and narrative works on Mount Vesuvius that precisely in the second half of the Nineteenth century experienced a boom.

    3. Contributi
      • VALERIA PUCCINI

        «Chi va lontan dalla sua patria vede / cose, da quel che già credea lontane»: la Relazione della Moscovia di Alberto Vimina - pp. 781-793

        Alberto Vimina, pseudonimo di Michele Bianchi, fu un uomo di Chiesa e un grande viaggiatore (visitò, tra l’altro, Polonia, Ucraina, Svezia, Russia) nonché un diplomatico al servizio della Repubblica di Venezia, la quale lo inviò in missione per due volte in quella che allora era conosciuta come Moscovia. La Relazione della Moscovia, frutto dell’esperienza diretta del Vimina, offrì ai contemporanei una visione in parte inedita e sicuramente più positiva di quelle terre, da sempre ritenute barbare e violente secondo un antico stereotipo. ★ Alberto Vimina, pen-name of Michele Bianchi, was a priest and a great traveller (he visited Poland, Ukraine, Sweden, Russia) as well as a diplomatic at the service of the Republic of Venice, who sent him two times on a mission in Russia, in those days known as Moscovia. The RelazionedellaMoscovia, the product of Vimina direct experience, offered to his contemporaries a new and certainly more positive vision of those lands, always regarded as barbaric and violent according to an ancient stereotype.

      • MARIA DIMAURO

        Per una «via italiana» al surrealismo. Vittorio Bodini e la «provincia» nell’«Esperienza poetica» - pp. 795-810

        L’articolo riattraversa il panorama poetico del secondo dopoguerra, genericamente catalogato come post- o neo-ermetico, rilevando (in De Libero, Sinisgalli, Bodini, D’Arrigo fra gli altri) una originale ‘linea surrealista’ di ascendenza ‘meridionale’( lo ctonio, l’apporto memoriale, l’analogismo appuntato sul senso dell’‘origine’); una ‘via italiana al surrealismo’ praticata da Vittorio Bodini e come poeta e come direttore de «L’esperienza poetica» sotto il segno del recupero della provincia come «linea di sviluppo storico verso la riconquista del reale». ★ The article recrosses the poetic landscape close to the second war conflict, cataloged as post- or neo-hermetic, noting, for many experiences framed under that label (De Libero, Sinisgalli, Bodini, D’Arrigo among others) an original ‘surrealist’ line of ‘southern’ ancestry (the chthonic, the memorial contribution, the analogy pinned on the sense of ‘origin’); an ‘Italian way to surrealism’ practiced by Vittorio Bodini both in his poetry and as editor of «L’esperienza poetica» claiming the province as a «historical development line towards the reconquest of reality».

      • IGNAZIO CASTIGLIA

        «Non conoscere, non riconoscere»: l’«enigma» della vita e della poesia nella scrittura di Valerio Mello - pp. 811-829

        L’articolo ripercorre e analizza la produzione poetica di Valerio Mello (Agrigento, 1985) da La nobiltà dell’ombra (2013) a Da qualche parte nella vita (2019). Essa è generalmente incentrata sull’aspirazione dell’autore alla conoscenza della realtà attraverso la contemplazione degli oggetti e lo studio delle relazioni intercorrenti fra questi e l’uomo. Ma la natura non svela il suo vero volto al poeta, e poiché egli stabilisce un’identità assoluta fra sé e i suoi versi, l’«enigma» della vita viene a coincidere con l’«enigma» della poesia. ★ The article traces and analyzes the poetic production of Valerio Mello (Agrigento, 1985) from La nobiltà dell’ombra (2013) to Da qualche parte nella vita (2019). It is generally centered on the author’s aspiration to knowledge of reality through the contemplation of objects and the study of the relationships between them and man. But nature does not reveal its true face to the poet, and since he establishes an absolute identity between himself and his verses, the «enigma» of life coincides with the «enigma» of poetry.

    4. Note e discussioni
      • FRANCESCO TATEO

        I percorsi danteschi di Cofano - pp. 831-837

        La nota esamina un recente volume di Domenico Cofano («Tue parole sien le nostre scorte». Sulla Divina Commedia e la sua ‘fortuna’, Edizioni del Rosone, Foggia, 2019), di cui si mettono in rilievo da un lato l’originale contributo, sorretto da un sapiente approccio intratestuale, all’interpretazione di alcuni luoghi ‘controversi’ del poema, dall’altro la riproposta di alcuni momenti e protagonisti, talora anche minori, della secolare esegesi dantesca. ★ The present note examines a recent book by Domenico Cofano («Tue parole sien le nostre scorte». Sulla Divina Commedia e la sua ‘fortuna’, Foggia, Edizioni del Rosone, 2019), highlighting, on the one hand, its original contribution, supported by a perceptive intratextual approach to the interpretation of several ‘controversial’ passages within the poem, on the other hand, the new presentation of various moments and protagonists, including lesser-known personalities, within the long history of Dante studies.

      • FRANCESCO SPERA

        Le rime degli Arcadi (1716-1781): repertorio e antologia - pp. 839-847

    5. Recensioni
      • Aldo Stabile

        Marco Santagata, Boccaccio. Fragilità di un genio, Milano 2019 - pp. 849-853

      • Gabriella Rossi

        La traduzione latina dei classici greci nel Quattrocento in Toscana e in Umbria, a cura di J. Butcher e G. Firpo, Umbertide 2020 - pp. 853-856

      • Laura De Liso

        Eugenia Fosalba, Pulchra Parthenope. Hacia la faceta napolitana de la poesìa de Garcilaso, Madrid-Frankfurt 2019 - pp. 856-859

      • Cristiano Amendola

        Gandolfo Cascio, Michelangelo in Parnaso. La ricezione delle “Rime” tra gli scrittori, Venezia 2019 - pp. 859-862

      • Ester Pietrobon

        Alessandra Tramontana, «Nessun animale può ridere tranne l’uomo». Per una teoria del comico nel Rinascimento, Prefazione di Susanna Villari, Roma 2020 - pp. 862-867

      • Alviera Bussotti

        Valeria G. A. Tavazzi, Goldoni e i suoi sostenitori, Alessandria 2018 - pp. 867-869

      • Lorenzo Marotta

        Maria Valeria Sanfilippo, Sebastiano Addamo. Il pensiero, il silenzio, la parola, prefazione di Sarah Zappulla Muscarà, Roma 2019 - pp. 869-870

      • Dora Marchese

        Lorenzo Marotta, Oltre il tempo, prefazione di Antonio Di Grado, Roma 2019 - pp. 870-871

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